Dogman – Nella violenza ci dimentichiamo chi siamo
Dopo sedici anni dal successo con il bellissimo L’imbalsamatore, Matteo Garrone torna a Cannes (questa volta in concorso) con il suo ultimo lavoro: Dogman. Il parallelo tra i due film nasce spontaneo, trattandosi in entrambi i casi di due efferati crimini ripresi dalla cronaca nera italiana e riportati su pellicola. C’è tuttavia qualcosa che rende Dogman un film per un certo senso innovativo nella filmografia del regista, quello che possiamo definire un passo avanti. Una storia di uomini, cani e la violenza che li accomuna. Garrone non rinuncia al suo gusto per l’orrido urbano, già mostratoci sia ne L’imbalsamatore che in Gomorra, dove gli asettici palazzi di Scampia producono una desolazione non indifferente.Ambienta il suo ultimo lavoro in una Roma senza tempo e senza luogo, una Roma degna del Far West. All’interno di questo deserto urbano si muovono i personaggi della vicenda che, proprio come nei Western degni di memoria, sono artefici del proprio destino e responsabili di loro stessi. Marcello è il proprietario di una toeletta per cani, un uomo mite e gracile che vive del suo amore per gli animali, superato solo da quello per sua figlia.I suoi amici sono i proprietari di varie altre attività nel vicinato, dai … Leggi tutto Dogman – Nella violenza ci dimentichiamo chi siamo
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