Suspiria – I colori dell’orror

Suspiria Parlare di film horror e della loro efficacia, del perché un film può farti conficcare le unghie nel bracciale della poltrona mentre un altro può solo farti sbadigliare, significa discutere di “atmosfera“. La capacità che eleva i maestri dell’horror di qualsiasi sottogenere è il controllo dell’atmosfera attraverso il linguaggio filmico. Ciò permette loro di firmarsi con scelte stilistiche uniche.Uno di questi maestri era presente al Bif&st 2017, dove ha presentato uno dei suoi film più acclamati. Il suo nome era Dario Argento, e quello del film Suspiria. L’opera quarantenne del “Maestro del Brivido” si presenta forte della sua maturità, ma non invecchiata. Già dalle prime inquadrature, Argento stabilisce un tono intimidatorio. Ne sono esempio la scenografia arricchita da forti luci acide e la colonna sonora (a cura de I Goblin, storici collaboratori del regista) che inizia a seguire Jessica Harper con discrezione per tornare a tormentarla per il resto del film. Queste scelte trasmettono immediatamente allo spettatore una sensazione di angoscia, senza sprecare tempo o preziose battute di sceneggiatura. L’impressione è quella di un film con cattive intenzioni verso i suoi protagonisti, che fiata letteralmente (di nuovo, tramite la colonna sonora) sul collo della sfortunata Susy Benner, e di conseguenza, … Leggi tutto Suspiria – I colori dell’orror