Mancano 10 giorni all’uscita del sequel del pluripremiato Musical “Mamma Mia”, che vede come regina di un’isola greca Meryl Steep accanto ad una giovane Amanda Syefried.

A 10 anni dal debutto siamo pronti ad riaccogliere i personaggi che ci hanno fatto ballare, cantare ed emozionare come pochi altri. Ma cosa è che ci colpisce così tanto di questo film e che ha spinto i produttori a crearne un sequel attesissimo tanto da far anticipare la data del rilascio del trailer di due settimane?
Sarà la calma della piccola Skopelos, immersa nel blu profondo del mar Egeo o il frizzante spirito dei suoi abitanti che vivono al ritmo delle canzoni degli Abba? Le complicate storie d’amore di Donna alle prese con i tre possibili padri della figlia che si presentano in prossimità delle nozze? Apparentemente basterebbe solo questo a renderlo un film divertente e leggero, da vedere in famiglia o anche da soli nel caso si voglia cantare a squarciagola le canzoni senza essere etichettati come stonati. “Mamma mia!” così come l’ esclamazione stessa fa intendere, è un’esplosione di disappunto con un risvolto di ilarità. Una condizione dello spirito che al giorno d’oggi si è persa, impossibile da scovare tra le strade di una città grigia e seria ma possibile da ritrovare in un luogo diverso.
Questo film non è altro che la metafora di una vacanza, dove è sempre festa e si puó dimenticare di essere un uomo d’affari, un avvocato o un pescatore. Un’ oasi dove scappare dall’ arida quotidianità, dove non c’è confine alla gioia così come non lo ha il mare che si fonde con il cielo. Ed è questo l’effetto di “Mamma mia!”, una spruzzata di acqua fredda e salata che ci rinvigorisce l’anima e ci fa rinascere come persone nuove che non sono solo mere esistenze trascinate alla deriva dalla fatica della vita sprecata dietro ad una scrivania o come Donna. Lei è alle prese con il tenere in piedi il suo hotel che ha costruito nell’arco degli ultimi 20 anni, nonostante e i soldi manchino o le ante delle finestre cadono a pezzi e spesso si dimentichi di vedere il lato positivo della vita ha delle amiche che la risollevano, letteralmente, dal suo nido e la portano al molo a ricordarsi di ciò che è importante, “having the time of your life” avere il tempo per la vita, quella in cui bisogna rifugiarsi per sentirsi davvero liberi di esprimere se stessi.

Questo film ci tira sù come una Mamma uccello fa con i piccoli per spingerli a volare, facendoci acquistare la consapevolezza di possedere nascosta una leggerezza che non significa superficialità ma “planare sulle cose dall’alto”, come diceva Calvino. Dopo 109 minuti non ci si sente come dopo avere visto un cinepanettone, ubriachi di superficialità, ma pervasi da profonda leggerezza. “Tu sei una regina danzante, giovane e magra di soli 17 anni”, citazione di uno dei più famosi brani del musical, è la frase che riassume ciò che succede nel corso del film, si subisce una metamorfosi spirituale, si torna giovani, solari e sereni al suon di musica. Ed è così che dovrebbero farci sentire, non tutti ma alcuni film, semplicemente bene, evitando di cadere nella banalità.
Perciò quello che davvero ci aspettiamo dal capitolo successivo di questo film non è tanto conoscere quale sia il vero padre di Sophie o il sesso di suo figlio e se Donna è riuscita a vivere la sua storia d’amore, bensì aspettiamo quella ventata di aria fresca nella nostra vita, piena di responsabilità e di fatiche, che ci scuota per bene e ci faccia di nuovo imparare a vivere la vita che noi stessi sappiamo di meritarci.




