Da qualche tempo stiamo assistendo alla nascita di un nuovo tipo, o meglio, della rivisitazione di un vecchio genere, di film adulti e profondi che puntano ad un comparto tecnico più vicino al cinema d’autore che a quello commerciale. È il nuovo cinefumetto la cui punta di diamante è Joker, il film che ha fatto parlare di sé per la sorprendente maturità nonostante si trattasse di un’opera tradizionalmente indirizzata a un pubblico di giovanissimi.
In realtà lo standard per i cinecomic è stato settato dai film Marvel, il cui incredibile successo ha fatto credere ai produttori che fosse difficilmente percorribile la strada di una poetica più adulta. Per questo, a parte sporadici episodi come la trilogia del Batman di Nolan e il film Watchmen, sono stati pochi i cinecomic dal tono serio ad aver messo tutti d’accordo. Eppure sembra che tutto ciò stia cambiando.
Ovviamente non intendiamo dire che non ci siano film tratti dai fumetti degni di nota, tuttavia questi sembravano dover fare necessariamente affidamento a una certa vena comica esibita nei momenti di minore tensione, oltre a non riuscire a rinunciare a costosi ed evidenti effetti speciali che tolgono spesso alla pellicola quel sapore di verità e di attaccamento alla vita reale che, pur non essendo prerogativa dei film di questo genere, ci piacerebbe comunque vedere più spesso.

In questo senso, la fine della fase tre del Marvel Cinematic Universe sembra avere simbolicamente sancito anche la nascita di una nuova e redditizia direzione per il cinefumetto.
Come se con la fine della storia più ampia e trasversalmente complessa della storia dei cinecomic fosse anche finita un’idea romantica su di essi. I toni leggeri, le storie d’amore, la comicità frequente e l’azione esagerata possono ora lasciare il posto a una maturità la cui strada è tuttavia appena cominciata.
E la prima pietra è stata posizionata proprio da Joker, il film più recensito degli ultimi anni anche da chi non se ne intende di cinema. La pellicola di Todd Phillips ha dimostrato – soprattutto ai produttori – che è possibile avere successo con un’opera adulta, in cui la presenza di un personaggio importante come il Joker non offusca tuttavia l’intento psicoanalitico e la critica sociale. La cosa più sorprendente del film con Joaquin Phoenix è la totale mancanza di grandi effetti speciali. O meglio, la mancanza di situazioni irrealistiche e fantasiose che avrebbero allontanato Joker da una necessaria concretezza.
Sebbene nei prossimi anni la lunga lista dei cinecomic in uscita sia ancora dominata dal binomio Marvel/DC, possiamo comunque aspettarci molte opere dai toni diversi da due case di produzione sempre molto legate a un’unica linea editoriale. Per fare un esempio, la Marvel ha deciso di lanciarsi nella direzione degli horror con il prossimo film dedicato a Doctor Strange.

Per quanto riguarda il futuro del cinefumetto in generale, potrebbe farsi sempre più spazio una poetica anti-Marvel di cui vedremo brevemente i tratti. La differenza fondamentale sta nei toni più adulti, primo ed evidente segno di distinzione, su cui si basa da sempre la linea editoriale della DC, ma che si sta lentamente allargando anche ad altri prodotti.
Questo non significa la totale assenza di siparietti divertenti utili ad alleggerire il tono di un film che rimane comunque commerciale, ma che invece si potrebbe puntare all’analisi di temi più profondi e complessi.
D’altronde gli spettatori dei vecchi cinecomic sono cresciuti, e non è sbagliato cercare di alzare il livello della riflessione per non perdere la presa proprio su questo nuovo tipo di pubblico.
Un altro dei tratti distintivi di questa poetica è il crudo realismo con cui si decide di affrontare una realtà violenta in cui fanno il loro ingresso i supereroi di turno, molto lontana dalla leggerezza con cui si tendeva a trattare un mondo molto lontano da quello reale. Ora, attingendo anche alla storia del grande cinema autoriale, compare la possibilità di trascendere i confini di una narrazione chiusa in se stessa, per espandere gli orizzonti e comprendere in questo modo uno spettro più ampio di oggettività.

Ma la vera novità è che questa poetica può avere successo economico, come ha dimostrato Joker. Ciò significa che i produttori, da cui molto spesso dipende la realizzazione di un prodotto audiovisivo (che è anche e prima di tutto un prodotto commerciale), possono investire su questo tipo di film avendo una garanzia quasi assoluta di un ritorno economico importante. È questo il principale merito di Joker e un fondamentale aspetto della nuova era del cinefumetto.
Solo il tempo ci dirà se il modello Marvel continuerà a essere predominante, oppure se ci troviamo davanti a un nuovo inizio per uno dei generi più amati. Gli indizi puntano comunque verso la seconda ipotesi, e questo è un bene, perché in un momento storico in cui l’arte cinematografica rischia di fossilizzarsi su modelli ormai acquisiti, la cosa più importante è riconoscersi e innovare, per essere ancora l’arte prediletta per l’analisi della società intera.




