2. Il Gabinetto del dottor Caligari: tra Teatro e Narrazione
Il primo film sonoro nella storia del Cinema è Il suonatore di Jazz del 1927, prima di allora i film erano muti. Il gabinetto del dottor Caligari si colloca perfettamente tra quelle pellicole antecedenti agli anni ’30 che per far procedere la narrazione avevano bisogno dell’espediente della didascalia. Così il film prende le sembianze di un libro a figure, in cui si intervallano didascalie e scene.
La didascalia deve essere utilizzata anche come riferimento temporale, affinché lo spettatore possa capire quando avvengono gli eventi. La necessità di didascalie per segnalare cronologicamente se gli avvenimenti accadessero di notte o di giorno, è legato anche alla impossibilità da parte degli spettatori di poterlo dedurre da soli. Il tutto fu girato in un luogo chiuso, ovvero negli studi Babelsberg.
La pellicola è girata tramite lunghe riprese fisse, con uno scarso montaggio, come se si stesse riprendendo uno spettacolo teatrale dalla platea. L’ennesimo sentore dell’influenza teatrale è legata alla divisione della storia in Atti, esattamente come si faceva per le pièce teatrali. Il cinema tedesco quindi sembra un prolungamento del fenomeno teatrale, da cui eredita soprattutto l’attenzione e la cura per la scenografia.

3. La scenografia
I primi del novecento sono stati gli anni delle avanguardie nell’ambito della pittura e, seppure in ritardo, l’innovazione arriva anche nell’ambito del cinema. In Francia fiorisce l’impressionismo cinematografico. La Russia, piegandosi anche alle esigenze realiste e propagandistiche del regime, sviluppa uno studio innovativo del montaggio con Ėjzenštejn. infine la Germania troverà il suo cavallo di battaglia nell’uso originale della scenografia.
Non è un caso che il cinema tedesco si chiami espressionista. Egli vuole omaggiare gli artisti del Die Brucke, in maniera particolare, come confermato dagli stessi scenografi, Kirchner. Espressionismo in arte significa violenza espressiva nell’utilizzo di colore contrastanti, nel’utilizzo di una linea spigolosa, pungente e appuntita che rinunci ai canoni di equilibrio della classicità.
Sono proprio questi elementi che si ritrovano nella scenografia del dottor Caligari. Il tenebroso paesino di Holstenwall raffigurato sullo sfondo è disegnato con una serie di case dai tetti appuntiti e ammucchiate senza prospettiva. L’assenza di prospettiva è quella che si nota nei borghi in cui passeggiano i protagonisti. Le case sembrano piegarsi su se stesse e star per cadere, le porte sono cuneiformi, le finestre hanno forme non delineate . Oltre alla scenografia, reduce di questa aggressività è il trucco pesante sugli attori, visibile grazie all’uso del primo piano, in maniera particolare su Cesare il mostro – sonnambulo.




