4. Luce e ombra
Questa violenza espressiva ricorre in maniera sistematica per tutta la pellicola, nel tentativo di di fargli provare un costante senso di inquietudine, non molto diverso dall’ansia che ci assale di fronte ad un quadro di Kirchner. Molta di questa inquietudine risiede nel contrasto esagerato tra luce e oscurità, da un potente chiaroscuro. Particolarmente suggestiva è la scena dell’omicidio di Alan. La camera riprende solo i gesti di un’ombra oscura su uno sfondo bianco dedita a uccidere.
5.Il Gabinetto del dottor Caligari: una recitazione esagerata
A completare la creazione di questa surrealtà è la recitazione. Una recitazione che deve ancora adattarsi ai micro movimenti cinematografici, ma che riesuma un’esasperazione gestuale, facciale, mimica tipica del mondo teatrale, un’ esagerazione essenziale per rendere l’intera opera meno realistica possibile.

6. Una speciale colonna sonora
Nei teatri degli anni venti si era soliti ingaggiare dei musicisti che avrebbero suonato dal vivo così da regalare alla pellicola una colonna sonora. Wiene scelse il sestetto per archi Verklärte Nacht di Arnold Schoenberg, eseguito da Giuseppe Becce.
Non ci sorprende che la scelta di Wiene cadde su un’artista che venne definito espressionista. Nel desiderio di seguire gli impulsi di una necessita interiore, Schönberg rivoluziona il linguaggio musicale, emancipando le dissonanze. Il Verklärte Nacht è il perfetto accompagnamento grazie all’impiego del materiale cromatico, ai limiti di una chiara definizione tonale che lascia e un senso di inquietudine per tutto il lungometraggio.
7. Una preziosa eredità
L’influenza dell’espressionismo tedesco per il cinema successivo non sarà di poco conto. Da un punto di vista tecnico viene introdotto l’angolo olandese: ovvero l’inclinazione della macchina da presa in modo che l’orizzonte risulti obliquo rispetto ai bordi dell’immagine. Dal punto di vista narrativo, abbiamo già sottolineato come contribuisca alla creazione del genere dell’orrore, che negli Usa arriverà alla fama con delle produzione dell’Universal Pictures come Frankestein (1931), Dracula (1931), L’uomo invisibile (1932).
Ma il contributo sarà essenziale soprattutto per la nascita di un nuovo genere, il noir. Sottogenere del giallo, il noir deve il suo nome al contrasto chiaro – scuro, ereditato dall’avanguardia espressionista. Il gabinetto del dottor Caligari è un incrocio primordiale tra diversi generi. Mescola la fantascienza e i fenomeni paranormali già incontrati a Méliès a quelle investigazioni sospettose del poliziesco e infine al macabro dell’orrore, riuscendo ad ispirare e a modificare le rotte della storia del cinema.
Non solo Il gabinetto del Dottor Caligari, leggi anche: Fritz Lang- l’arte tra Cinema e pittura espressionista




