4) Una penna, un block-notes, un bar di Minneapolis

Nel 2008 Clint Eastwood torna sullo schermo come attore e regista nel film Gran Torino (2008).
La sceneggiatura, incredibile a dirsi, è stata scritta in un bar da un ex commesso di Minneapolis, Nick Schenk.
Nick, che cercava di arrangiarsi con i lavori che gli capitavano, in quel periodo era stato assunto come trasportatore di frutta. Nonostante questi lavori saltuari egli coltivava parallelamente la passione per il cinema.
Schenk in un’intervista al LA Times Blog raccontò che l’idea arrivò di notte, mentre era seduto in un bar, il Grumpy’s, a nord di Minneapolis:
«Una notte, ho buttato giù venticinque pagine usando una penna e un blocco notes e chiedendo al barista se gli piacesse quello che stavo scrivendo».
Ed è emblematica la spiegazione dello sceneggiatore, a proposito del personaggio:
«Quando lavoravo nel settore delle costruzioni, ho incontrato molte persone come Walt Kowalski. Walt è come un insegnante, un allenatore che incontri a scuola. È il tipo di persona che sta solo aspettando un tuo passo falso per farti capire le cose».
Mentre a proposito della scelta della macchina che diede il titolo al film disse:
«Non avevo idea che il personaggio di Clint avrebbe guidato una Gran Torino. Volevo che la macchina fosse una Ford, perché c’era una catena di montaggio vicino a me. Avrebbe potuto essere la Crown Victoria, ma mi piaceva di più il suono della Gran Torino…».
Tuttavia, Schenk, a Hollywood, non conosceva nessuno che potesse farla leggere subito a Eastwood.
Così, la consegnò a due giovani produttori, Jenette Kahn e Adam Richman, che la opzionarono di tasca propria. La storia, arrivò così a Bill Gerber, capo della produzione della Warner, che passò lo script a Eastwood.
Il regista ne restò completamente rapito, tanto da cambiare solo la location del film, trasferita da Minneapolis a Detroit.




