Donnie Darko, dell’omonimo film di Richard Kelly, e Sarah di Horse girl, girato da Jeff Baena, sono due personalità e storie tanto differenti e distanti tra loro, ma intimamente collegate dal filo rosso dei disturbi della psiche umana. Allucinazioni e sonnambulismo attraversano le trame di due film molto lontani anche cronologicamente, del 2001 il primo e del 2020 il secondo.
Ethan: «Sente delle voci, vede qualcosa che forse nessun altro vede?».

Sarah in “Horse girl”
Musiche evocative e inquadrature sfumate immergono lo spettatore nella realtà dei protagonisti. Differente è la consapevolezza della situazione vissuta dai due, come lo è anche la natura stessa del loro sdoppiamento di personalità. Entità aliene e processi di clonazione entrano in gioco nella vicenda di Sarah, disturbo schizofrenico paranoide è al contrario la diagnosi della terapista di Donnie, disagio nato quasi come risposta alla società precostituita che lo circonda: i suoi atti sono infatti gesti di ribellione e di ricostituzione di un ordine.
Gretchen Ross: «Pensa se uno potesse tornare indietro nel tempo, prendere tutti i momenti neri e dolorosi e rimpiazzarli con qualcosa di meglio!».
L’inquietudine dei due personaggi è evidente dai loro sguardi, che palesano la presenza dei disturbi mentali e riescono a coinvolgere lo spettatore mentre avviene l’alterazione delle funzioni cognitive e percettive. Turbe emotive e distorsioni della realtà sono pane quotidiano per Donnie e Sarah, immersi in un mondo agitato e ansiogeno.
Donnie Darko e il progressivo distacco dalla realtà

Donnie Darko – Fonte: taxidrivers
“Where is Donnie?”, si legge scritto nella lavagna sul frigo di casa Darko. Ragazzo introverso e anticonformista, Donnie è un adolescente affetto da frequenti episodi di sonnambulismo. Quasi tutte le mattine si sveglia infatti lontano dalla propria stanza da letto, immemore di ciò che gli è accaduto la notte precedente, conscio soltanto di aver incontrato Frank, il coniglio suo amico immaginario.
In Donnie Darko l’alterazione del reale è un processo inconscio e ingarbugliato, che intreccia tragico e grottesco in un viaggio temporale e fisico del protagonista. Dopo aver fregato la morte, Donnie diventa una sorta di ultore con la missione di riportare l’ordine nella realtà. Spinto da Frank, si fa artefice del messaggio del romanzo I distruttori di Graham Greene, in un processo creativo che sfascia il mondo e crea qualcosa di nuovo.
Animo sensibile ed empatico, non può accettare il marcio delle istituzioni e palesa la sua ribellione interiore, con gesti di anticonformismo. A scuola si alternano quindi scontri e rapporti costruttivi. Affascinato dalla storia di Nonna Morte, è aiutato dall’insegnante di fisica a muovere i primi passi nella conoscenza dei viaggi nel tempo, nodo focale della narrazione. Al contrario, ritiene sterile la dicotomia amore-paura impostagli dalla docente di educazione fisica, donna superficiale e conformista. Per Donnie la vita è uno spettro complesso di emozioni che non si possono semplificare in due categorie.
Gretchen Ross: «Ci sono persone che nascono con la tragedia nel sangue».
Il protagonista vive in due universi paralleli e continua ad affrontare con coscienza le sue giornate, senza fondersi con il suo alter ego, ma inserito in un processo che lo rende conscio della situazione e gli permette di seguire lo svolgersi degli eventi. La terapia è un tassello essenziale, l’ipnosi infatti riesce a tirar fuori dal suo intimo alcuni stati emotivi latenti, come la paura di restare solo.
Sfera onirica e realtà si mescolano appieno, ed è difficile riuscire a distinguerli, il tutto avvolge chi vede in un loop allucinogeno, fatto di scene surreali e buchi neri. «Wake up!», urla Frank a Donnie in una delle prime scene della pellicola di Richard Kelly, dando paradossalmente inizio alla serie di sogni.
Horse girl, ossessione e paranormale nella storia di Sarah

Sarah in “Horse girl”
Cresciuta in una famiglia difficile, Sarah, commessa di un negozio di hobbistica, si ritrova in breve tempo catapultata in una realtà allucinogena. Come Donnie, anche lei ha difficoltà a relazionarsi con gli altri, ma l’evolversi dei disturbi psichici ha un effetto notevolmente diverso e più evidente sul suo carattere, modificando la percezione del suo intimo e dell’esterno.
In Horse girl si pone l’accento in particolar modo sul percorso psichico della protagonista, il suo cambiamento emotivo e il turbamento dei sensi. Vittima delle allucinazioni, nel primo stadio del mutamento di Sarah, la ragazza inizia a vivere una doppia realtà. Da un lato continua la sua vita di sempre, dall’altro è preda inconsapevole degli episodi di sonnambulismo. In una stanza asettica incontra un uomo e una donna, che poi ricerca insistentemente nel proprio quotidiano. Segue una fusione con il proprio doppelganger. Ossessionata dal paranormale, Sarah infatti varca la linea di confine ed entra in un mondo surreale, convinta di essere il frutto di una clonazione aliena.
Sogno o realtà? La distinzione è labile e lo spettatore viene immerso in profondità nella mente della protagonista, non riuscendo quasi a discernere i due aspetti. La terapia non raggiunge il suo scopo prestabilito e le settantadue ore in una clinica psichiatrica portano solo a galla nuovi turbamenti interiori nella ragazza, che perde la cognizione del tempo e si tramuta definitivamente nel proprio doppio.
Donnie e Sarah, la visione ciclica del finale della storia

Donnie Darko
La chiusa della narrazione è sfumata e aperta in entrambe le pellicole. Universi paralleli o ritorno al passato per spirito di sacrificio? Questo il dilemma che ha sempre arrovellato le menti dei fan di Donnie Darko, dando vita a varie interpretazioni. Continuazione di un sogno o ricomparsa della realtà? Questo il dubbio che pervade invece il finale del film di Jeff Baena, Horse girl.
Un elemento però accomuna i due prodotti cinematografici, la visione ciclica nel finale della storia. In Horse girl Sarah sale al cielo, avvolta da una luce, in perfetta sintonia con i suoi pensieri. Il ciclo compie il suo corso e si chiude quando un cavallo passa davanti al negozio di hobbistica, come avvenuto all’inizio della pellicola. Anche in Donnie Darko nelle ultime scene si riavvolge il nastro e vengono ripercorsi al contrario gli episodi, la narrazione si modifica al suo inizio, come in un mutamento della linea temporale.




