2004, Kentucky. Quattro studenti, brillanti e di buona famiglia, rapinano la biblioteca della Transylvania University, sottraendo alcuni prestigiosi libri. In poco tempo, i giovani vengono scoperti e arrestati dall’FBI: trascorrono sette anni di reclusione in una prigione federale. Una storia come tante, che però fece parlare di sé a causa degli autori del reato, da tutti considerati bravissimi ragazzi, incapaci di commettere un crimine. Nel 2018 il regista inglese Bart Layton ha deciso di portare sullo schermo questa piccola grande impresa criminale, realizzando una pellicola particolarmente originale.

Spencer (Barry Keoghan) davanti alla sua università, luogo della rapina
American Animals, film indipendente presentato al Sundance Film Festival, permette allo spettatore di conoscere da vicino i protagonisti della rapina, unendo abilmente documentario e fiction, in quella eterna danza tra favola e realtà.
Se da un lato assistiamo alla messa in scena della rapina, fin dalla sua ideazione, con un ritmo tipico degli heist movie, dall’altra ascoltiamo le testimonianze dei veri rapinatori, ormai usciti di prigione. Questa particolare scelta, oltre a rendere la narrazione più coinvolgente, permette allo spettatore di conoscere più a fondo gli autori del crimine. La domanda che il film si pone fin dall’inizio, anche attraverso le testimonianze di genitori e conoscenti dei rapinatori, è infatti: perché l’hanno fatto? Che cosa ha spinto ragazzi dalla vita agiata e privilegiata, a rapinare una biblioteca?
Spencer Reinhard: «Hai mai l’impressione di stare ad aspettare che accada qualcosa, ma non sai davvero cosa? Qualcosa che potrebbe rendere la tua vita speciale».
Nelle prime scene del film, Spencer Reinhard (Barry Keoghan) e Warren Lipka (Evan Peters), due amici di vecchia data, riflettono sulle proprie vite mentre fumano erba in auto. Spencer è uno studente di arte introverso, la cui vita gli sembra monotona e priva di scopo; Warren invece ha un carattere più ribelle e non trova alcun interesse nello studio, nonostante cerchi di non deludere la propria famiglia. Entrambi sentono il bisogno di un cambiamento, di qualcosa che li faccia uscire dalla propria soffocante routine, facendoli sentire davvero vivi.

Warren (Evan Peters) organizza una rapina (quasi) perfetta
Dopo un tour nella biblioteca della sua università, a Spencer viene l’idea di rubare una preziosissima edizione del libro The Birds of America di John James Audubon, oltre ad altre opere rare. I due iniziano così a ideare un piano perfetto per la rapina, perlustrando il luogo, leggendo libri e guardando film sull’argomento. Warren si reca persino ad Amsterdam per trattare con alcuni possibili acquirenti di libri. Infine, coinvolgono altri due ragazzi nel loro piano: Eric Borsuk (Jared Abrahamson), esperto di logistica, e Chas Allen (Blake Jenner), quest’ultimo membro di una famiglia ricchissima e in grado di procurare al gruppo un’auto per la fuga.
Nonostante si sia già a conoscenza dell’epilogo, le vicende di American Animals coinvolgono e affascinano, soprattutto per l’autenticità e il realismo con cui sono messe in scena.
Attraverso citazioni cinematografiche, da Le Iene (1992) a Giungla D’Asfalto (1950), e una colonna sonora che comprende nomi come Elvis Presley e Leonard Cohen, il film immerge lo spettatore nell’entusiasmo e nelle aspettative dei quattro giovani americani. Convinti di meritare più di quanto già abbiano, decidono di dare una svolta alla loro vita, finendo per distruggerla. Quattro giovani bianchi e agiati, che hanno voluto semplicemente provare il brivido di un’azione folle e fuori dagli schemi, incuranti delle sue conseguenze.
Una sensazione che, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo sperato di provare. Un sentimento di cui ci viene spesso dato un assaggio attraverso la visione di un film o la lettura di un libro, facendoci desiderare di vivere le estreme ed emozionanti esperienze dei suoi protagonisti.
Il rapporto tra fantasia e realtà è infatti una costante nell’opera di Layton. Emblematica da questo punto di vista la scena della rapina. In contrasto con la fantasia di Warden, in pieno stile heist movie e sotto le note di A little less conversation di Elvis Presley, si tratta di una sequenza quasi tragicomica per la sua autenticità. I ragazzi sono goffi, impacciati e commettono continui errori nel gestire una situazione a loro assolutamente estranea.
Errori che culmineranno nel loro comportamento autodistruttivo nei giorni seguenti alla rapina. Saranno infatti l’inesperienza, la paura di essere scoperti e un certo senso di colpa per l’azione commessa a portarli in breve tempo nelle mani dell’FBI.

I quattro giovani entrano nell’edificio travestiti da anziani
American Animals rifiuta di ergersi a giudice della vicenda, non condannando né assolvendo i suoi protagonisti.
Da una parte, Layton ci mostra la condizione di chi, nonostante viva di opportunità e privilegi, non sappia valorizzare ciò che già ha. Persino gli stessi autori della rapina, nel corso delle loro testimonianze, rivelano di essersi pentiti dell’azione commessa. Dall’altra, però, è molto semplice provare empatia nei confronti dei quattro ragazzi. Probabilmente tutti nella propria esistenza hanno pensato di compiere una follia per sfuggire alla propria routine, o semplicemente per provare un sentimento diverso.
Arricchita dalle performance attoriali dei bravissimi Barry Keoghan e Evan Peters, American Animals è un’ottima opera indipendente, una delle migliori del 2018. Un piccolo gioiello da recuperare, se non altro per continuare a valorizzare un cinema forse meno popolare, ma certamente non di minor qualità.




