Dietro le quinte di Rambo: First Blood, la moto di Sylvester Stallone e curiosità sul film

Francesca Testa

Ottobre 15, 2025

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Dalla fuga tra i boschi alla leggenda cinematografica: come una moto è diventata parte integrante del mito di Rambo

John Rambo, veterano della guerra del Vietnam e decorato con la Medaglia d’Onore, torna negli Stati Uniti in cerca di un ex compagno d’armi, scoprendo però che è morto a causa dell’esposizione all’Agente Arancio. Rimasto solo, si dirige verso la cittadina di Hope (Washington), dove viene fermato dallo sceriffo Will Teasle, che lo scambia per un vagabondo e lo arresta ingiustamente.

Alla stazione di polizia, Rambo subisce maltrattamenti che risvegliano in lui i traumi della guerra. In preda a un flashback, reagisce violentemente, fugge dalla centrale e si rifugia sulle montagne, rubando una moto. E’ proprio in quel momento che l’immagine di Rambo, che ha segnato un’epoca, diventata il simbolo dell’eroe abbandonato, a torso nudo, con lo sguardo di chi ha visto troppo, prende realmente forma. Sfrecciando sulla strada bagnata, inseguito da un’intera cittadina ostile, John Rambo entra nella storia del Cinema.  

Il film che nel 1982 consacrò Sylvester Stallone come star d’azione e diede il via a una delle saghe più famose di sempre, ancora oggi ha da da regalare curiosità. Dietro quella corsa disperata si nasconde si, una storia affascinante, la protagonista è soprattutto la Yamaha XT 250.

La moto e il significato del film

Il film cult, diretto da Ted Kotcheff, è stato tratto dal romanzo First Blood di David Morrell, è non può essere etichettato solo come un film d’azione: è anche una riflessione sulle ferite invisibili della guerra e sul difficile reinserimento dei veterani nella società americana. In questo contesto, la moto che Rambo ruba per scappare assume quasi un valore simbolico: rappresenta la libertà negata, la fuga dall’oppressione, la ricerca di un’identità perduta.

Yamaha XT 250 Rambo
La Yamaha XT 250 è diventata un’icona grazie a Rambo – Youtube@studiocanaluk-artesettima

La Yamaha XT 250, all’epoca un modello relativamente nuovo, divenne in breve tempo un’icona pop. Agile, robusta e maneggevole, era perfetta per le sequenze tra fango, asfalto e boschi. Prodotta tra il 1980 e il 1983, montava un motore monocilindrico a quattro tempi da 249 cc, capace di 22 cavalli e una velocità di punta di circa 120 km/h. Un mezzo semplice ma affidabile, che nella scena della fuga dimostrò tutta la sua versatilità. Nel film, però, la XT appare leggermente diversa dal modello originale: il serbatoio nero – anziché rosso – è una delle libertà che la produzione si prese, un dettaglio estetico che resta ancora oggi oggetto di curiosità tra gli appassionati.

La celebre scena dell’inseguimento – con Rambo inseguito dallo sceriffo Will Teasle a bordo di una Ford LTD II – fu girata in condizioni tutt’altro che semplici. Pioggia, fango e terreno irregolare misero a dura prova gli stuntman, e non mancarono gli incidenti: uno di loro rimediò una frattura durante un salto troppo azzardato. Anche il ribaltamento finale dell’auto dello sceriffo non era previsto dal copione, ma venne mantenuto nel montaggio per accentuare la tensione del momento.

C’è poi un dettaglio tecnico che fa sorridere i motociclisti più attenti: il suono della moto che si sente nel film non appartiene a una quattro tempi come la XT 250, ma a una due tempi, probabilmente inserito in post-produzione per rendere più “aggressiva” la scena. Una scelta non insolita per Hollywood, dove il realismo cede spesso il passo all’efficacia cinematografica.

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