Dov’è stato girato “Cinque Secondi”, nuovo film di Virzì: le location, la trama, il cast

Francesca Testa

Novembre 6, 2025

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Il nuovo film di Paolo Virzì, “Cinque secondi”, uscito nelle sale cinematografiche lo scorso 30 ottobre, si presenta come un’intensa esplorazione emotiva e un ritratto visivo ricco di atmosfera.

Protagonista della pellicola è Valerio Mastandrea, che interpreta Adriano Sereni, un uomo segnato da un passato difficile e isolato in una villa toscana in stato di abbandono. Le location scelte per il film non sono semplici sfondi, ma veri e propri elementi narrativi che contribuiscono a definire il tono e la profondità della storia.

La trama e il valore simbolico delle ambientazioni

“Cinque secondi” racconta la vita di Adriano, che vive nelle ristrutturate stalle di Villa Guelfi, un’antica dimora immersa nella campagna toscana. La sua routine solitaria viene sconvolta dall’arrivo di un gruppo di giovani studenti e neolaureati che si insediano nella villa vicina con l’intento di riportare in vita i vigneti abbandonati. L’antagonismo iniziale tra Adriano e i giovani si trasforma lentamente in una fragile alleanza, soprattutto grazie all’incontro con Matilde, interpretata da Galatea Bellugi, nipote dell’ultimo conte Guelfi.

La campagna toscana diventa così un simbolo potente: rappresenta il rifugio ma anche la possibilità di rinascita, un luogo sospeso tra decadenza e speranza. Le colline e i vigneti, con la loro luce calda ma velata di malinconia, rispecchiano la condizione interiore del protagonista, che si trova a dover affrontare il proprio passato e a riaprire il cuore alla vita. Altri luoghi chiave sono l’aula del tribunale, dove si svolgono momenti drammatici che scandiscono il tempo del racconto, e il lago, teatro dell’evento centrale della trama. Virzì ha scelto di rivelare il significato profondo del titolo e della vicenda solo nel finale, mantenendo alta la tensione emotiva e il coinvolgimento dello spettatore.

Le riprese di “Cinque secondi” sono iniziate nell’ottobre 2024 a Roma, per poi spostarsi nella campagna toscana, cuore pulsante del film. La scelta di ambientare gran parte della storia in una villa decadente e nei vigneti circostanti rispecchia la volontà del regista di puntare su un’ambientazione autentica e simbolica, lontana dai cliché del paesaggio turistico e pittoresco. Nel dettaglio, le sequenze girate nella Capitale hanno visto come set il borgo di Ceri, nel Comune di Cerveteri (provincia di Roma). Qui si sviluppano alcune parti della narrazione che si intrecciano con il racconto principale ambientato in Toscana.

Tuttavia, è proprio la campagna toscana a emergere come vero e proprio protagonista visivo del film: un territorio selvatico e rigoglioso, ma non addomesticato, che riflette la complessità emotiva dei personaggi. Paolo Virzì ha sottolineato in più occasioni l’importanza della natura nel suo film, definendola come un elemento che “ci assomiglia: un vigneto selvatico che, se curato, produce un vino che mette euforia”. Questa metafora si traduce perfettamente nella dinamica del racconto, dove la cura e la pazienza possono trasformare ciò che appare abbandonato e desolato in qualcosa di vivo e vitale.

Vigneti
Le location del film di Paolo Virzì, “Cinque Secondi” – Artesettima.it

A interpretare il protagonista Adriano è Valerio Mastandrea, attore tra i più apprezzati del panorama cinematografico italiano, noto per la sua capacità di dare profondità e autenticità ai suoi ruoli. La sua performance in “Cinque secondi” è stata accolta con entusiasmo dalla critica, che ha evidenziato la sensibilità con cui Mastandrea riesce a trasmettere le sfumature di un uomo in bilico tra il passato e la speranza di un futuro diverso.

Accanto a lui, Galatea Bellugi nel ruolo di Matilde dona al film un’energia giovane e vibrante, capace di spezzare la solitudine di Adriano e di rappresentare il ponte tra generazioni diverse. Il resto del cast, composto da giovani attori che interpretano gli studenti e neolaureati, contribuisce a creare un contrasto efficace tra vecchio e nuovo, immobilità e cambiamento.

La regia di Paolo Virzì si conferma precisa e attenta, con un’attenzione particolare all’estetica e alla fotografia. Le scelte visive sono funzionali a un racconto che si sviluppa soprattutto attraverso le emozioni e i paesaggi, capaci di parlare tanto quanto le parole. Questo film si inserisce così nella tradizione di un cinema italiano che sa raccontare storie intime ma universali, utilizzando luoghi reali e concreti per esplorare temi profondi come la solitudine, la rinascita e il confronto tra generazioni. Le location scelte da Virzì non sono solo sfondi, ma diventano protagoniste insieme agli attori, modellando l’atmosfera e l’anima di “Cinque secondi”.

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