Da Oldboy a Parasite, 5 film per capire il nuovo cinema coreano

Francesca Testa

Novembre 18, 2025

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Un’analisi di cinque film fondamentali del cinema coreano contemporaneo, tra stile, tematiche e impatto globale.

Il cinema sud‑coreano ha conosciuto una trasformazione significativa negli ultimi due decenni, affermandosi non solo sul mercato nazionale ma anche come forza creativa internazionale. Da pellicole che combinano generi e stile visivo fino a storie che riflettono profonde tensioni sociali, cinque film emergono come tappe cruciali per capire questa evoluzione.

Da Oldboy a Parasite, 5 titoli da conoscere

Il primo titolo è Oldboy (2003) di Park Chan‑wook. Il film racconta la vicenda di Oh Dae‑su, detenuto per quindici anni senza saperne il motivo, che una volta rilasciata cerca vendetta e verità. Con la sua combinazione di stile visivo audace, sequenze d’azioni memorabili e intreccio emotivamente destabilizzante, Oldboy ha rappresentato una pietra miliare nel cinema coreano d’azione/thriller e ha introdotto al pubblico internazionale un regista e un’estetica poco conosciuta fino a quel momento.

Segue Memories of Murder (2003) di Bong Joon‑ho, che segna un cambio di passo verso un racconto più ancorato al reale e alla società coreana. Ambientato negli anni Ottanta, il film segue due detective di provincia che indagano su una serie di omicidi seriali. Il modo in cui Bong intreccia genere crimine, satira sociale e tensione psicologica ne fa un riferimento imprescindibile per comprendere come il cinema coreano sappia spaziare oltre le formule classiche.

da oldboy a parasite, 5 titoli da non perdere al cinema coreano
Da Oldboy a Parasite, 5 titoli da conoscere – artesettima.it

Il terzo titolo da considerare è The Host (2006), nuovamente di Bong Joon‑ho. Una creatura emerge dal fiume Han a Seoul, rapendo una bambina e scatenando la lotta disperata della sua famiglia.

Nel passaggio verso un’espressione cinematografica più matura e meno definita dal genere, troviamo Burning (2018) di Lee Chang‑dong. Il film, liberamente tratto dal racconto di Haruki Murakami “Barn Burning”, racconta l’incontro ambiguo tra tre personaggi in bilico tra desiderio, sospetto e realtà sociale.

Con la sua lentezza calibrata, la tensione sommessa e l’alone di mistero. Burning dimostra come il cinema sud‑coreano abbia raggiunto un livello di sofisticazione estetica e tematica che gli consente di competere con le cinematografie più affermate a livello globale.

Infine, il quinto film è Parasite (2019), ancora diretto da Bong Joon‑ho. Il racconto di due famiglie  una povera, l’altra ricca che si intrecciano in un gioco di ruoli, opportunismi e conflitti sociali. )Parasite ha fatto la storia. La prima pellicola in lingua non inglese a vincere il premio Oscar come Miglior Film, e capace di parlare a un pubblico globale conservando forte identità coreana.

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