Tre pensionati, un sogno impossibile: su RaiPlay, gratis, una commedia italiana brillante ed emozionante

Francesca Testa

Novembre 19, 2025

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Nel panorama cinematografico italiano, Lontano lontano occupa un posto particolare. Uscito nel 2019, diretto e interpretato da Gianni Di Gregorio, il film mette al centro tre pensionati romani che decidono di sfidare la propria quotidianità per inseguire un’idea di riscatto.

La pellicola, ora disponibile gratuitamente su RaiPlay, offre un ritratto tenero e ironico di un’età spesso trascurata dal cinema contemporaneo, affrontando con delicatezza temi come la solitudine, la precarietà economica e il bisogno di sentirsi ancora protagonisti della propria vita.

Lontano lontano, un viaggio per riconquistare dignità e libertà

La storia nasce da un desiderio condiviso: quello di tornare a respirare leggerezza in un periodo della vita segnato da ristrettezze economiche e routine immutabili. Giorgetto, interpretato da Giorgio Colangeli, è un pensionato che fatica a vivere con pochi euro al mese. La sua inquietudine si riflette nel Professore, portato sullo schermo da Di Gregorio, che vive la pensione come un tempo sospeso, senza stimoli né prospettive.

L’idea di trasferirsi in un paese più economico, dove le loro pensioni possano garantire una vita dignitosa, diventa per entrambi una piccola finestra di speranza. Alla coppia si aggiunge Attilio, interpretato da Ennio Fantastichini nella sua ultima straordinaria performance. I tre iniziano così a progettare un possibile trasferimento alle Azzorre, tentando di dare una nuova direzione alla loro esistenza.

Il percorso, più mentale che reale, è costruito con il tono lieve e osservativo tipico del cinema di Di Gregorio. Le ricerche, i confronti e gli incontri che scandiscono la preparazione al viaggio mostrano il desiderio di cambiamento dei protagonisti, ma anche la difficoltà di liberarsi dalle proprie abitudini, dalle paure e dalle radici affettive.

lontano lontano
Lontano lontano, un viaggio per riconquistare dignità e libertà – artesettima.it – credit rai play

L’evoluzione del film porta i protagonisti a un punto di svolta inatteso. Dopo aver creato un fondo cassa per partire, Attilio e il Professore iniziano a mettere in discussione la loro decisione. L’incontro con Abu, un giovane maliano che sogna di raggiungere il fratello in Canada, modifica le loro priorità.

La solidarietà spontanea che nasce tra i tre pensionati e il ragazzo conduce a un gesto di grande umanità: il denaro accumulato per il viaggio viene donato ad Abu, affinché possa realizzare il suo sogno. In questo passaggio il film abbandona il tema della “fuga altrove” per concentrarsi su una verità più intima: a volte non è la distanza geografica a determinare il cambiamento, ma la capacità di riconoscere un legame, un bisogno, una possibilità condivisa.

Il sogno delle Azzorre resta così un pretesto narrativo per raccontare la forza dell’amicizia, capace di illuminare una condizione che i protagonisti credevano senza via d’uscita. Il loro mondo non cambia città, ma si allarga nella dimensione dell’incontro.

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