A quasi cinquant’anni dall’uscita di Qualcuno volò sul nido del cuculo, il film diretto da Miloš Forman continua a essere un punto di riferimento imprescindibile nel panorama cinematografico mondiale.
La pellicola, ispirata all’omonimo romanzo di Ken Kesey, ha segnato un’epoca non solo per la sua trama intensa e coinvolgente, ma anche per le sue molteplici curiosità legate al cast, alla produzione e alle vicende dietro le quinte.
5 curiosità sul capolavoro Qualcuno volò sul nido del cucolo
Uno degli aneddoti meno noti riguarda Danny DeVito, interprete di uno dei personaggi secondari, che durante le riprese visse un periodo di grande stress. Lontano dalla fidanzata e futura moglie Rhea Perlman, DeVito sviluppò un insolito meccanismo di difesa: trascorreva le notti parlando con un amico immaginario. Questa situazione destò preoccupazione nella produzione, ma il dottor Brooks, uno degli specialisti dell’Oregon State Mental Hospital dove sono ambientate le scene, rassicurò tutti sul fatto che l’attore fosse pienamente consapevole che si trattava di una figura frutto della sua immaginazione. Anche Sydney Lassick, che interpretava Charlie Cheswick, affrontò momenti di crisi nervosa particolarmente intensi durante le riprese della scena finale, sottolineando quanto il lavoro sul set fosse emotivamente impegnativo.
La realizzazione del film vide l’alternarsi di ben tre direttori della fotografia. Il primo fu Haskell Wexler, vincitore di due Oscar, che venne però licenziato dopo poco tempo. Wexler attribuì la sua esclusione al fatto che stesse lavorando contemporaneamente a un documentario controverso sulla radicalizzazione politica, ma il regista Forman smentì, spiegando che si trattava solo di divergenze artistiche. Il suo posto fu preso da Bill Butler, che dopo trenta giorni lasciò a sua volta il progetto per un altro incarico. La scena in barca, tra le più iconiche del film, fu girata da William A. Fraker, non accreditato ufficialmente. Nonostante le difficoltà, sia Wexler che Butler furono candidati all’Oscar per la miglior fotografia, anche se, secondo Wexler, solo pochi minuti del film erano stati effettivamente realizzati da lui.
Per garantire la massima autenticità, il cast lavorò a stretto contatto con i pazienti reali dell’Oregon State Mental Hospital, dove furono girate molte scene. Ogni attore veniva affiancato da due o tre pazienti, alcuni dei quali parteciparono anche come comparse. Per favorire l’immedesimazione, il regista obbligò gli attori a visionare Titicut Follies, il celebre documentario di Frederick Wiseman sulla vita nelle strutture psichiatriche. Forman trascorse un intero mese nell’ospedale per studiare l’ambiente e cogliere ogni dettaglio prima di iniziare le riprese. Non mancò qualche imprevisto sul set: un paziente si calò da una finestra del secondo piano approfittando di una finestra lasciata aperta dalla troupe, cadendo e ferendosi. L’episodio finì sui giornali locali con il titolo ironico “One flew OUT of the cuckoo’s nest” (Qualcuno volò FUORI dal nido del cuculo).

Inizialmente la parte di McMurphy doveva essere affidata a Kirk Douglas, che aveva acquistato i diritti economici del romanzo. Tuttavia, la ricerca di finanziatori si rivelò difficile e, nel frattempo, Douglas invecchiò troppo per interpretare il ruolo. Alla fine cedette i diritti al figlio Michael, che grazie alla collaborazione con Saul Zaentz e United Artists realizzò il film. Prima che il ruolo fosse assegnato a Jack Nicholson, che all’epoca vantava già collaborazioni con registi come Hal Ashby, Roman Polanski e Michelangelo Antonioni, furono considerati anche nomi come James Caan, Marlon Brando e Gene Hackman. Il passaggio di testimone tra Douglas e Forman, avvenuto dopo un incontro in Cecoslovacchia anni prima, rappresenta un vero caso di destino: Forman ricevette il romanzo solo anni dopo, durante il suo esilio negli Stati Uniti, ignorando che fosse proprio quell’opera di cui Kirk Douglas gli aveva parlato.
Qualcuno volò sul nido del cuculo ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura popolare. Oltre a essere stato omaggiato più volte nella serie animata dei Simpson, il film ha ispirato numerosi brani musicali. Tra questi spiccano Welcome Home (Sanitarium) dei Metallica, il videoclip di Basket Case dei Green Day, Sunday Morning Call degli Oasis e The Real Slim Shady di Eminem. L’infermiera Mildred Ratched, interpretata da Louise Fletcher, è diventata un’icona cult, tanto da ispirare lo spin-off televisivo Ratched su Netflix, con Sarah Paulson nel ruolo protagonista. L’influenza del film è così capillare che molte produzioni audiovisive contemporanee includono riferimenti più o meno espliciti al capolavoro di Forman, rendendolo un punto di riferimento costante per nuove generazioni di spettatori.
Questi retroscena confermano come Qualcuno volò sul nido del cuculo non sia solo un capolavoro del cinema, ma un’opera ricca di storie umane e artistiche che continuano ad affascinare il pubblico e gli addetti ai lavori.




