Il nuovo film di Guillermo del Toro, Frankenstein, sta raccogliendo grande successo, altro che horror. Ecco cinque curiosità sulla pellicola.
Chi pensa che si tratti di un horror è davvero fuori pista. Il nuovo Frankenstein firmato da Guillermo del Toro è già uno degli eventi cinnematografici più intensi del 2025. Il regista messicano porta sullo schermo una versione del mito che scardina l’idea stessa di orrore tradizionale.
Quello che ci regala è un qualcosa di profondamente emotivo, viscerale, filosofico. Di seguito le cinque curiosità sul film ti aiuteranno ad apprezzarne ancora di più, laddove vi fosse bisogno, le sue sfumature ed i messaggi tra le righe.
Le curiosità su Frankenstein di Guillermo del Toro
Un film incredibile che sta riscontrando un grande successo dipubblico e di critica. Si parte dalla colonna sonora per approfondire le curiosità intorno alla pellicola. La colonna sonora di Frankenstein di del Toro, infatti, è firmata da Alexander Desplat, compositore di lungo corso e collaboratore fidato del regista. Dopo il successo de La forma dell’acqua e Pinocchio, Desplait torna all’opera con una poartitura capace di unire dolcezza ed inquietudine, melodia e tormento.
La musica accompagna ogni scena come un respiro, rafforzando, così, il contrasto tra bellezza e dolore, tra creazione e rovina, trasformando il film in una vera e propria esperienza sensoriale totale. Il secondo aspetto interessante è che non ci troviamo dinanzi ad un horror classico.

Lo stesso Guillermo del Toro ha chiarito quale fosse la sua vera intenzione. Il regista ha dichiarato: “è una storia romantica, una riflessione sul legame tra creatore e creatura, tra padre e figlio”. Non ci saranno, dunque, solo una sequenza di scene spaventose come qualcuno poteva temere.
Il casting è tra quelli che restano impressi, c’é Oscar Isaac nei panni di Victor Frankenstein mentre Jacob Elordi interpreta la creatura, due interpreti diversi tra di loro ma capaci di offrire una performance intensa e stratificata. Con loro Mia Goth e Christopher Waltz.
L’estetica ed i costumi scelti per questa opera ne completano la grandezza, nel film lo stile gotico-vittoriano viene reinterpretato in chiave moderna. I costumi sono capaci di trasmettere decadenza, nobiltà, follia e fragilità, sono loro stessi strumenti narrativi essensiali.
I costumi un capitolo a parte
Proprio sui costumi bisogna aprire un capitolo a parte. Gli abiti del dottor Victor Frankenstein sono molto più simili a quelli di un artista che di uno scienziato. Questo perché si vuole dare la visibilità anche plastica dell’artista che sta creando il proprio capolavoro. Sia Guillermo del Toro che la costumista non hanno nascosto di aver trovato ispirazione in artisti come David Bowie, Nurayev e Prince. La ricerca di un tocco bohemien e ribelle, insomma, non è stat casual ma, bensì, una scelta accurata.
Altra curiosità, da notare, è che Victor indossa sempre i guanti, anche quando non lavora. Si tratta di guanti di pelle rossa che richiamano in ogni scena il suo avere le mani sporche di sangue. Ciò che il Dottor Frankensteind, del resto, sta facendo nel film come nell’opera orginale è spingersi oltre l’etica per piegare le leggi della morte e della vita. I guanti, poi, nel linguaggio cinematografico, da sempre, sono asociati al villain della storia, dietro di loro si cela ambiguità morale e intenzioni dissimulate.

Come spesso accade nei film non poteva, poi, mancare un omaggio. Stavolta è l’abito da sposa di Elizabeth, uno dei costumi piùs pettacolari dell’intera produzione, l’abito ricreato da Kate Hawley per Mia Goth potrebbe sembrare fuori contesto rispetto alla moda del tempo ma anche questo è per un significato ben preciso.
Innanzitutto l’omaggio cinematografico al film Frenkenstein Bride del 1935: lo si evince chiaramente dai nastri sui polsi della donna. E poi i nastri che cadono sulla gonna, sono un chiaro richiamo, nemmeno troppo velato, alle bende che ricoprivano la creatura nella prima parte del film, una sorta di legame infrangibile che, ormai, si è instaurato tra Elizabeth e la creatura.
In quel momento la donna è davvero la sposa della creatura, i due si appartengono, tra di loro c’é qualcosa che va oltre, del resto, le motivazioni di Elizabeth sono molto diverse da quelle di Victor, per lei si tratta di scoprire la bellezza del creato in ogni cosa, anche nelle cose più piccole come gli insetti. La sua passione per la botanica e l’entomologia, del resto, si ripercuote anche nei suoi abiti.
Il film uscito al conema in alcune sale selezionate è approdato subito su alcune piattaforme streming dove è possibile guardarlo. Su Netflix la pellicola di del Toro è presente dal 7 novembre. In questo modo il regista si è assicurato che il suo film avesse una accessibilità globale.




