Il cinema italiano contemporaneo trova in Mario Montone uno dei suoi interprti più rigorosi e visionari. Il regista napoletano torna a esplorare le zone d’ombra dell’identità nazionale con Fuori, opera presentata come unico film italiano in concorso al Festival di Cannes 2025 e accolta con sette minuti standing ovation alla Salle Lumière.
Un ritratto vibrante di Goliarda Sapienza, autrice de L’arte della gioia, e al tempo stesso la cronaca intima di un’epoca feroce che non seppe comprenderla. Il film vanta un cast di prim’ordine, con Valeria Golino e Matilda De Angelis protagoniste di un’interpretazione intensa ma mai compiaciuta.
Un film che nasce dalla vita (ma rifiuta il biopic)
Martone e Ippolita di Majo, co-sceneggiatrice e compagna del regista, compongono una narrazione libera fedele allo spirito irregolare di Sapienza. La vicenda parte dal carcere di Rebibbia, dove la scrittrice venne reclusa nel 1980 per furti di gioielli. Un’esperienza che lei stessa avrebbe raccontato nei libri L’università dI Rebibbia e La certezza del dubbio. Ed è proprio qui che nasce la vera materia del film, ovvero la rinascita attraverso l’incontro.

Fuori evita ogni forma di agiografia. Non è il racconto di Sapienza ma il racconto “con” lei di ciò che le è accaduto. Una donna insofferente ai ruoli, allergica ai salotti romani, costantemente sospesa tra autodistruzione e desiderio di libertà.
Martone sceglie uno sguardo intimo, quasi frontale, dove la verità biografica si mescola all’invenzione con la stessa naturalezza che contraddistingueva lo stile della scrittrice.
Golino firma una delle interpretazioni più intense della sua carriera. Non imita la Sapienza, la abita. La attraversa con la sua ironia, con la dolcenza rabbiosa di chi continua a essere rifiutato dagli editori (e dal mondo). Al suo fianco De Angelis è una Roberta ruvida, ferita. Un personaggio che sfugge alla fragile retorica della “redenzione” e che incarna una sorellanza imperfetta, a tratti ambigua ma sempre vera.
La presenza di Elodie in un ruolo misurato m intenso conferma il tono corale del film. Una storia di donne che si riconoscono, che si confrontano per la prima volta lontane dagli stereotipi che le hanno definite per decenni.
Il successo a Cannes e dove vederlo
Oltre duemila spettatori hanno accolto con grande entusiamo il film a Cannes, un entusiasmo che ha premiato la sua capacità di dialogare con il presente. Martone firma un’opera che ragiona sulla marginalità, sul giudizio sociale e sulle identità “inclassificabili” che oggi più che mai richiedono spazio e ascolto.
Fuori è disponibile in streaming su NOW. 117 minuti fatti di luci e embre, di calore e ribellione, di una Roma anni ’80 che sa essere spietata ma anche sorprendentemente accogliente. Un film che dimostra che il cinema italiano, quando decide di rischiare, sa ancora raccontare la complessità delle donne che hanno provato a essere libere in un’epoca in cui, di libertà femminile, si parlava ancora molto poco.




