Cindarella Man, stasera in Tv: la vera storia del pugile, la promessa fatta da Russell Crowe

Mario Cassese

Dicembre 5, 2025

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A vent’anni dall’uscita nelle sale, Cinderella Man – Una ragione per lottare continua a essere uno dei ritratti più intensi e realistici mai realizzati sull’epopea del pugilato e sulla lotta umana per la dignità.

Diretto da Ron Howard e interpretato da un magistrale Russell Crowe, il film racconta la straordinaria vicenda di James J. Braddock, noto come “l’Uomo Cenerentola”, un pugile irlandese-americano che, durante la Grande Depressione, riuscì ad affrontare le avversità più estreme per riconquistare la gloria sul ring e dare speranza a un’intera nazione. Ma ci sono diversi motivi per recuperare, oppure vedere per la prima volta, questa pellicola che questa sera andrà in onda in seconda serata su Rai Due, dalle 23.50 circa.

La storia vera di Braddock e la promessa di Crowe

Ambientato nella New York degli anni ’30, Cinderella Man prende spunto dalla vera storia di Braddock, un pugile inizialmente promettente nella categoria dei mediomassimi e poi massimi, la cui carriera venne bruscamente interrotta dal crollo economico del 1929, noto come il Venerdì Nero. Come molti altri, Braddock si trovò improvvisamente senza lavoro e nella povertà più assoluta, con mani fragili e segnate da frequenti fratture, che lo costrinsero a scivolare verso il fondo delle classifiche pugilistiche. Il film mette in luce non solo la sua ascesa sportiva, ma soprattutto il coraggio e la determinazione con cui affrontò la disperazione, incarnando l’outsider che, contro ogni previsione, riesce a diventare campione del mondo.

La ricostruzione storica è meticolosa e suggestiva, grazie anche al lavoro del direttore della fotografia Salvatore Totino, delle scenografie di Wynn Thomas e del trucco di David LeRoy Anderson e Lance Anderson. La città appare grigia, affamata e desolata, un perfetto specchio della crisi economica di quegli anni. In questo scenario, Braddock è un uomo qualunque, disposto a tutto pur di mantenere la propria famiglia a galla.

Il volto di Braddock è quello di Russell Crowe, che si è preparato duramente per interpretare un pugile dal fisico poco imponente ma dotato di una tecnica di combattimento furba e di sacrificio, tipica di un incontro ravvicinato. A supportarlo c’è un eccellente Paul Giamatti nel ruolo di Joe Gould, allenatore e mentore, la cui interpretazione gli valse una candidatura agli Oscar come miglior attore non protagonista.

Un dettaglio poco noto riguarda la promessa fatta da Russell Crowe durante le riprese del film: dopo la morte della madre di Paul Giamatti, l’attore neozelandese si impegnò a fare in modo che il collega ricevesse la nomination agli Oscar, proprio come anni prima Al Pacino aveva fatto con lui durante la promozione di The Insider. Questo gesto di solidarietà tra attori sottolinea ulteriormente il valore umano che permea il progetto.

Cindarella Man film
Cindarella Man film, la promessa fatta da Russell Crowe – Artesettima.it

Cinderella Man si distingue anche per la qualità delle sue sequenze di combattimento, considerate tra le migliori mai realizzate nel cinema sulla boxe. Ron Howard, coadiuvato dal montaggio di Daniel P. Hanley e Mike Hill, riesce a dosare con maestria ritmo e tensione, alternando momenti di intensa azione a pause cariche di pathos. La resa visiva del match finale, che combina rallenty, bianco e nero e movimenti di macchina sapientemente orchestrati, è un capolavoro artistico che va oltre la semplice rappresentazione sportiva per diventare un’emozionante esperienza cinematografica.

Il film affronta anche il tema della paura della morte, costante minaccia per i pugili dell’epoca, a causa delle scarse conoscenze mediche e del ritmo estenuante degli incontri. Emblematico è il confronto con Max Baer, avversario finale di Braddock, presentato nel film come un villain stereotipato, senza però coglierne la complessità reale: Baer fu infatti un pugile potente ma anche tormentato, le cui vicende umane avrebbero meritato una rappresentazione più sfaccettata.

Il paragone con la saga di Rocky è inevitabile, soprattutto per la tematica dell’outsider che ce la fa, ma Cinderella Man si distingue per un’impronta più realistica e umana, lontana dall’epica individualista hollywoodiana. La storia di Braddock è un ritratto dell’America proletaria e della sua capacità di riscatto attraverso il sacrificio e la solidarietà.

Al momento della sua uscita nel 2005, Cinderella Man ottenne un buon successo di pubblico ed elogi dalla critica, aggiudicandosi tre candidature agli Oscar e due ai Golden Globe. A vent’anni di distanza, resta uno dei migliori esempi di cinema sportivo classico, capace di recuperare l’eredità di registi come John Ford e Frank Capra, con un tocco moderno e autentico.

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