Dal ritorno di grandi autori alle sorprese internazionali: un’annata televisiva che spazia tra distopie, medical drama e anime cult.
Ogni anno a dicembre il New York Times fa una classifica molto attesa dagli appassionati di serie TV, raccogliendo il meglio dell’anno e offrendo uno sguardo privilegiato su ciò che ha davvero lasciato il segno. Anche per il 2025 i critici James Poniewozik e Mike Hale hanno passato in rassegna decine di titoli, dividendosi tra produzioni statunitensi e internazionali.
Quest’anno la varietà è davvero molto particolare visto che spazia da opere malinconiche a noir americani, dall’animazione per adulti fino ai drammi familiari in stile letterari e anche due importanti serie televisive italiane che vanno a confermare il nostro talento nel racconto storico. Tuttavia brilla per assenza una serie in questi ultimi giorni ha monopolizzato i titoli delle riviste del settore: Stranger Things 5 uscita a novembre.
Le migliori serie statunitensi, internazionali e italiane del 2025
I due critici, James Poniewozik e Mike Hale, hanno individuato da una parte le migliori produzioni statunitensi del 2025 e dall’altra le serie più rilevanti provenienti dal resto del mondo:

Andor – Stagione finale (Disney+): La chiusura del viaggio di Cassian Andor rappresenta l’apice dell’universo Star Wars recente. La serie, tornata dopo tre anni, mantiene una scrittura densissima e un ritmo che alterna momenti intimi e grandi manovre di ribellione. Il critico del NYT ne apprezza il modo di trasformare una storia di resistenza in un tripudio di emozioni sulle rinunce e sui compromessi di chi lotta contro un potere schiacciante.
The Lowdown (Disney+/FX): Ambientata in un’Oklahoma cupa e piena di segreti, questa serie poliziesca segue un libraio-investigatore ossessionato da complotti locali. Il personaggio principale, un “custode della verità” tanto determinato quanto eccentrico, trascina lo spettatore in un’indagine che parla di potere, radici e identità. Profondamente noir.
Long Story Short (Netflix): Raphael Bob-Waksberg torna all’animazione adulta con un progetto ambizioso che attraversa decenni di una famiglia ebraica alle prese con amori, fallimenti, fratture e riconciliazioni. Toni dolci e amari convivono in una narrazione che si muove con eleganza tra intimità quotidiana e riflessioni generazionali.
The Rehearsal – Stagione 2 (non distribuita in Italia): La nuova opera di Nathan Fielder continua a stupire per la sua imprevedibile comicità televisiva. Il punto di partenza — un groviglio assurdo legato alla sicurezza aerea e al modo in cui i piloti comunicano le proprie emozioni — dà vita ad una narrazione satirica e spesso straniante.
Pluribus (Apple TV+): Vince Gilligan si rinnova con un racconto a metà tra fantascienza, thriller e riflessione filosofica. La protagonista è una delle poche persone rimaste immuni a un misterioso segnale biologico ricevuto dallo spazio. Il risultato è un viaggio selvaggio e inatteso, che tocca temi come isolamento, autonomia e derive del collettivo senza offrire un’unica chiave interpretativa.
The Pitt (Sky/Now): Un medical drama di nuova generazione che guarda però alla tradizione delle serie ospedaliere degli anni Novanta: episodi autoconclusivi, grande attenzione ai casi clinici e forte ritmo narrativo. La struttura seriale classica, unita a una messa in scena moderna, l’ha trasformata in una delle sorprese dell’anno.
Scissione – Stagione 2 (Apple TV+): Considerata l’anti–Pitt per struttura e linguaggio, questa serie televisiva torna dopo una lunga attesa. La “divisione mentale” tra vita privata e lavorativa degli impiegati è esplorata con ancor più inquietudine e ambizione narrativa. Una serie che gioca con filosofia, mistero e fantascienza, confermandosi tra le produzioni più identitarie e costose della piattaforma.
Passando sul fronte internazionale il New York Times presenta:
Asura (Netflix): Ambientata nel Giappone degli anni Settanta, segue quattro sorelle travolte dalla scoperta della doppia vita del padre. Il tono è intimo e letterario, con una messa in scena che richiama i grandi romanzi familiari nipponici.
DanDaDan (Netflix/Crunchyroll): Tra gli anime più apprezzati dell’ultima generazione, racconta l’amicizia incontra-scontri tra una studentessa convinta dell’esistenza degli spiriti e un compagno di classe fissato con gli alieni. Il ritmo è travolgente e la cura nel tratteggiare i protagonisti la rende irresistibile, oltre che tecnicamente sbalorditiva.
Kiff (Disney+): Una serie animata coloratissima ambientata in una metropoli popolata da animali e creature magiche. Il tono è leggero e frizzante, ideato per un pubblico ampio ma con una comicità sofisticata che conquista anche gli adulti.
Diario dei miei due di picche (Netflix): Commedia romantica svedese che segue una trentenne alle prese con appuntamenti disastrosi e incontri sbagliati. La forza della serie è tutta nella sua protagonista, perché alterna ironia, fragilità e scatti di orgoglio.
Le due serie italiane che hanno convinto il NYT
M – Il figlio del secolo (Sky/Now): Luca Marinelli interpreta un Mussolini deformato e teatrale in un racconto che mescola satira nera e risonanze storiche. La serie, tratta dal romanzo di Antonio Scurati, offre un punto di vista coraggioso sul Ventennio, trasformando il racconto dell’ascesa del Duce in una riflessione sul potere e sull’immaginario che lo alimenta.
Esterno notte (Netflix/RaiPlay): Marco Bellocchio racconta il sequestro Moro con una ricostruzione non solo sulla vicenda politica, ma anche sul clima cupo, le tensioni interne allo Stato e il punto di vista delle persone coinvolte. Una serie di grande impatto che negli Stati Uniti è arrivata solo nel 2025, ma che ha trovato un’accoglienza, sotto il punto di vista della critica, molto entusiasta.




