Il capolavoro di Nolan continua a stupire per la sua fedeltà scientifica, le scelte registiche audaci e i retroscena inediti sul set
A più di un decennio dall’uscita nelle sale, Interstellar continua a esercitare un fascino irresistibile sugli appassionati di fantascienza e cinema d’autore. Diretto da Christopher Nolan, uno dei registi più influenti e rispettati del panorama contemporaneo, il film ha segnato un punto di svolta nel modo di raccontare l’esplorazione spaziale sul grande schermo, con un’attenzione scientifica e narrativa senza precedenti.
Nel 2014, pur vincendo solo l’Oscar per gli effetti speciali, Interstellar ha consolidato la sua fama come opera capace di coniugare emozione e rigore scientifico.
10 curiosità su Interstellar
Uno degli aspetti più affascinanti di Interstellar è la sua base scientifica solida e innovativa. Il film si ispira fortemente al lavoro del fisico teorico Kip Thorne, uno dei massimi esperti di fisica gravitazionale e astrofisica contemporanea. Thorne, insignito nel 2017 del Premio Nobel per la Fisica per la scoperta delle onde gravitazionali, ha svolto un ruolo chiave come consulente scientifico del film, garantendo che la rappresentazione di concetti complessi come la relatività generale e i cunicoli spazio-temporali fosse il più possibile aderente alla realtà teorica.

L’elemento cardine della narrazione è infatti il cunicolo spazio-temporale, noto in inglese come wormhole. Questi “ponti” ipotetici consentirebbero di viaggiare tra punti distanti dell’universo in tempi brevissimi, superando i limiti imposti dalla velocità della luce nello spazio convenzionale. La teoria del wormhole, che prende il nome dal fisico americano John Archibald Wheeler, deriva da studi iniziati nel 1916 da Ludwig Flamm, e rappresenta una delle frontiere più affascinanti della fisica teorica, anche se ancora lontana da applicazioni pratiche.
Il titolo stesso del film, Interstellar, è un termine reale che indica un viaggio “tra le stelle”, perfettamente in linea con le tematiche esplorate nel film. Nolan, già celebre per capolavori come Inception e la trilogia di Batman, ha saputo trasformare un progetto inizialmente affidato a Steven Spielberg nel 2006 in un’opera più ampia e sofisticata. Spielberg aveva annunciato un film scientificamente accurato su un gruppo di esploratori che attraversano un cunicolo spazio-temporale, ma il progetto è passato nelle mani di Nolan, che ha coinvolto anche il fratello Jonathan Nolan nella sceneggiatura, ampliando la dimensione emotiva e filosofica della storia.
Un dettaglio poco noto riguarda la tecnica di ripresa: Nolan ha scelto di girare quasi tutto il film utilizzando una singola cinepresa IMAX portatile, una scelta coraggiosa che ha contribuito a creare l’intensità visiva e la spettacolarità che caratterizzano Interstellar. Le pellicole utilizzate erano da 35 mm e 70 mm, una combinazione che ha reso possibile catturare immagini di straordinaria qualità e immersività.
Un altro elemento di realismo è stato l’utilizzo di una vera tempesta per le riprese delle scene ambientate sul pianeta ghiacciato: l’unità di produzione si è recata in Louisiana per filmare all’interno di una tempesta naturale, conferendo autenticità e tensione a uno dei momenti più drammatici del film.
Il contributo di Hans Zimmer alla colonna sonora di Interstellar è stato fondamentale per l’atmosfera emotiva e drammatica del film. Inizialmente chiamato da Nolan a comporre un breve brano per una scena intima, Zimmer ha poi sviluppato l’intera colonna sonora partendo da quel tema, creando un tessuto sonoro che accompagna lo spettatore in un viaggio cosmico ed emotivo.
Il cast del film, guidato da Matthew McConaughey, Anne Hathaway e Jessica Chastain, ha dato vita a personaggi profondi e complessi. Curiosamente, Kip Thorne avrebbe dovuto partecipare come attore, ma alla fine non è entrato nel cast, limitandosi al ruolo di consulente scientifico.




