Regista e attore affermato, Nanni Moretti è tra i volti consolidati del cinema italiano. Definito da una certa stampa irriverente, ma anche malinconico, comico, e romantico, nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, che hanno messo in evidenza il suo talento di artista geniale e originale. Ha all’attivo diverse opere, ma 5 sono sicuramente emblematiche del suo viaggio professionale.
Il primo film che esprime appieno il talento di Nanni Moretti è Ecce Bombo, pellicola del 1978 considerata tra le più rappresentative dell’artista. Moretti porta in scena un personaggio atipico, con i suoi tic e nevrosi, ma irresistibile. La pellicola ha vinto un Nastro D’Argento e si è imposta anche al botteghino. Il pubblico infatti ha premiato il regista che ha portato in scena una storia originale, e tremendamente attuale.
Palombella Rossa, invece, racconta la storia di Michele Apicella, dirigente del partito comunista, che a causa di un incidente perde la memoria e per recuperarla intraprende una lunga partita di palla a nuoto. Nel corso del match riemergono ricordi e flashback destinati a rivelare dettagli che lo stesso Apicella fa fatica a credere. La pellicola è in linea con il mood non sempre comprensibile di Moretti.
Terza opera di Moretti che rivela anche la sua crescita professionale è Caro Diario, film a episodi a tratti autobiografici dove l’attore mostra un Roma d’Agosto disabitata dov’è piacevole passeggiare in scooter e rivela anche dettagli inaspettati del suo privato. Iconico il viaggio all’Eolie con un’amico che considerava l’intellettuale per eccellenza e invece nasconde una dipendenza da soap opera.
Nanni Moretti, La stanza del figlio e Aprile: due pellicole iconiche del regista
Quarto film che merita considerazione e che può essere considerato rappresentativo del modo di fare cinema di Nanni Moretti è sicuramente La Stanza del figlio. Pellicola significativa, commovente, che riesce a commuovere gli spettatori. Nel cast oltre che Moretti, Laura Morante e una giovanissima Jasmine Trinca. Una famiglia apparentemente perfetta perde la sua stabilità dopo la morte di uno dei figli.

Una storia di drammi e di dolore, ma anche di unione e sostentamento che nel finale sorprende dimostrando che nonostante tutto si può ancora reagire e scoprirsi vivi. Infine è meritevole d’attenzione anche Aprile, film del 1998, che rivela un’analisi introspettiva che il protagonista fa su se stesso che non può non intercedere con il contesto sociale e politico del tempo.
Considerazioni collettive che tengono conto della realtà e dei cambiamenti che sta subendo, il tutto tenendo conto dell’esigenze personali del singolo, in questo caso dello stesso protagonista. Alcuni hanno definito Aprile poco concludente e una sorta di seguito di Caro Diario., ma comunque geniale in alcuni contenuti.




