Pellicola del 2016 9 settimane e ½ compie 40 anni, un film che ha segnato la storia del cinema, anche se nelle sale americane non riscosse un successo eccezionale. Eppure con il tempo è diventato un vero cult e ogni volta che viene trasmesso in televisione ha un eco mediatico non indifferente. Grazie all’conica pellicola Kim Basinger e Mickey Rourke si guadagnarono il titolo di sex symbol, viste anche le diverse scene erotiche presenti. 9 settimane e ½ non può definirsi un film scandaloso, ma rivela un nuovo modo di raccontare l’erotismo, sdoganando tabù fino allora proibitivi.
In programma stasera su Rai Movie 9 settimane e ½ è una pellicola che nasconde una serie di curiosità che in pochi conoscono, retroscena davvero interessanti che rendono il film ancora più appassionante. Tra queste ce ne sono 5 che nessuno si aspetta e che una volta condivise lasceranno senza parole. La prima riguarda il fatto che la sceneggiatura è tratta da un libro di Elizabeth McNeill, pseudonimo dietro cui si cela l’autrice americana Ingeborg Day, pubblicato nel 1978 ed è una storia vera di cui è protagonista la stessa scrittrice.
Altra indiscrezione che in pochi conoscono fa riferimento all’ingaggio di Ron Jeremy, noto porno-attore dell’epoca, che fu chiamato come esperto delle scene erotiche. Mentre per quello hot i due attori furono sostituiti da due controfigure, una scelta che in quel periodo era consueta. La terza curiosità fa riferimento a Micky Rourke a cui fu offerto il ruolo di John Gray, ma ad una condizione doveva perdere 30 chili. Rourke non esitò a seguire una drastica dieta per arrivare sul set in perfetta forma.
9 settimane e ½, il look di classe di Elizabeth: a chi è ispirato
Il regista per realizzare il look di Elizabeth si ispirò a Grace Kelly de “Il delitto perfetto” (1954) di Hitchcock: una scelta che in quel momento apparve azzardata, ma che in seguito si rivelò vincente. La Basinger era perfetta in quell’immagine apparentemente formale. Non tutti sanno poi che Rourke schiaffeggiò realmente la Basinger: fu una richiesta del regista che voleva una scena più reale e emozionante.

Dopo qualche anno dall’uscita del film la Basinger, la cui immagine rimase al lungo legata a quella del personaggio di Elizabeth, confessò che baciare Rourke non fu un’esperienza piacevole, anzi affermò che era come baciare un posacenere umano. Chi non ha visto la pellicola potrà godere di opera considerata unica nel suo genere, un film che coinvolge e riesce a tenere incollato lo spettatore.




