Roma, città eterna e contraddittoria, è spesso raccontata come un palcoscenico di splendore e decadenza. Tra le sue strade, tra i palazzi del potere e le periferie dimenticate, si intrecciano storie di ambizione e corruzione.
È in questo scenario che un giovane attore romano, Alessandro Borghi, ha trovato il ruolo che lo ha consacrato e che ha segnato una svolta nel cinema italiano contemporaneo.
Suburra, la prima grande prova di Alessandro Borghi
Borghi, classe 1986, aveva già mostrato talento in televisione e in piccoli ruoli, ma è stato un personaggio criminale, fragile e ambizioso, a trasformarlo in icona. La sua interpretazione ha catturato l’essenza di una città in bilico tra modernità e degrado, restituendo un volto umano a un mondo di violenza e potere. Il film che lo ha lanciato è Suburra (2015), diretto da Stefano Sollima e tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini.
Ambientato alla vigilia di un grande progetto urbanistico sul litorale di Ostia, la pellicola racconta l’intreccio tra politica, criminalità organizzata e Vaticano. Con uno stile visivo cupo e realistico, Sollima costruisce un mosaico di personaggi che incarnano la decadenza di un sistema. In Suburra, Borghi interpreta Numero 8, giovane boss di Ostia che sogna di trasformare il litorale in una “Las Vegas” romana. È un personaggio violento e spietato, ma anche tormentato e vulnerabile.
Borghi riesce a restituire questa ambivalenza con una recitazione intensa, fatta di sguardi magnetici, improvvise esplosioni di rabbia e momenti di silenzio carichi di tensione. La sua performance ha colpito perché ha dato profondità a un ruolo che poteva facilmente scivolare nello stereotipo del criminale di periferia. Borghi ha invece mostrato un uomo diviso tra ambizione e fragilità, capace di incutere timore ma anche di suscitare empatia.

La critica ha riconosciuto in questa interpretazione il vero trampolino di lancio della sua carriera, tanto che da quel momento Borghi è diventato uno degli attori più richiesti del cinema italiano. Suburra non è stato solo un film di successo, ma ha generato un vero e proprio universo narrativo. Nel 2017 Netflix ha lanciato Suburra – La Serie, primo prodotto originale italiano della piattaforma, che ha ampliato e approfondito le vicende del film.
Borghi ha ripreso un ruolo affine, quello di Aureliano Adami, consolidando ulteriormente la sua popolarità e dimostrando una continuità interpretativa rara tra cinema e televisione. Grazie a questa consacrazione, Borghi ha potuto affrontare ruoli di grande prestigio, come quello di Stefano Cucchi in Sulla mia pelle (2018), che gli ha valso riconoscimenti e premi. La sua carriera è diventata simbolo di una nuova generazione di attori italiani capaci di competere a livello internazionale.




