Virzì, Mainetti, Guadagnino: i 10 film italiani da recuperare usciti nel 2025

Angela Marrelli

Dicembre 21, 2025

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Il cinema italiano del 2025 ha mostrato una vitalità che pochi si aspettavano: dieci titoli che raccontano un anno ricco e variegato.

Che anno cinematografico è stato quello del 2025? Nello specifico in Italia? Con la fine del 2025 che si avvicina non si resiste a fare un bilancio sulle uscite nostrane nelle sale e ciò che ne viene fuori è molto interessante. Un segnale arrivato da film molto diversi tra loro, ma uniti da un’ambizione comune: raccontare il presente senza semplificarlo.

In generale non è stata una stagione uniforme né rassicurante. E proprio per questo vale la pena fermarsi, guardarsi indietro e capire quali titoli meritano davvero di essere recuperati oggi.

Il meglio del cinema italiano recente

Il 2025 ha consegnato al cinema italiano una classifica tutt’altro che scontata. Accanto a nomi solidi e riconoscibili, come Virzì (che quest’anno ha presentato Cinque secondi, un film tutto da scoprire) Mainetti, Guadagnino, ne sono emersi di nuovi, che hanno saputo trovare il proprio spazio senza imitare modelli già visti. Ecco i 10 film italiani che hanno lasciato il segno:

Queer di Luca Guadagnino
Queer di Luca Guadagnino, una scena del film – Youtube@ Lucky Red-artesettima

Diciannove di Giovanni Tortorici: Un esordio che guarda alla formazione sentimentale senza filtri né compiacimenti. Una voce giovane che ha saputo evitare i cliché generazionali. Tortorici racconta la storia di uno studente che prima lascia Palermo, poi Londra e infine approda a Siena per studiare letteratura.

Fuori di Mario Martone: Titolo che ha girato molto soprattutto per essere stato in concorso per la Palma d’oro al Festival di Cannes. E’ un racconto intenso sulla vita della scrittrice Goliarda Sapienza, nel periodo del carcere di Rebibbia, a cui dà voce e volto Valeria Golino. Martone sceglie la frammentazione per restituire la complessità di una figura letteraria fuori da ogni schema.

Agon di Giulio Bertelli: Un altro debutto alla regia che mette insieme, in questo caso, cinema e sport: si tratta di un’opera che sperimenta linguaggi e forme, muovendosi tra documentario e finzione con sorprendente lucidità.

Il maestro di Andrea Di Stefano: Una commedia contemporanea che riflette sul successo, sul fallimento e sulle occasioni mancate. Nel 1989 un tredicenne promettente nel tennis, spinto dalle grandi ambizioni del padre (Pier Francesco Favino), parte per una serie di tornei con un allenatore fragile e irrisolto. Tra sconfitte, pressioni familiari e il crollo psicologico del coach, il ragazzo affronta la necessità di liberarsi dalle regole imposte per trovare una propria strada, arrivando a una scelta finale che segna il suo primo vero atto di autonomia.

Testa o croce? di Rigo de Righi e Zoppis: Un western atipico, sospeso tra mito e rilettura moderna, che dimostra come i generi possano ancora essere reinventati nel cinema italiano. All’inizio del Novecento, dopo una sfida tra cowboy e butteri, una giovane donna uccide il suo violento compagno e fugge con l’uomo che ama, ingiustamente accusato del delitto. Inseguiti da Buffalo Bill e da cacciatori di taglie, i due vengono travolti da tradimenti e violenza.

Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi: Un gioco crudele e intelligente sulle relazioni adulte, costruito su dialoghi affilati e interpretazioni misurate. Rocco, sismologo solitario, intreccia una relazione con Lea dopo un incontro casuale, dando vita a un gioco di incroci sentimentali. Quando Lea si rivolge a Cecilia, moglie di Rocco, per un consulto psicologico, le tensioni emergono fino a un confronto finale che porta i quattro protagonisti a chiarirsi.

La città proibita di Gabriele Mainetti: Arti marziali, melodramma e commedia convivono in un’opera che osa contaminare e paga il prezzo dell’audacia, ma resta un’esperienza unica. Tra Cina e Roma, una giovane esperta di arti marziali arriva in Italia per scoprire la verità sulla scomparsa della sorella, ritrovandosi al centro di una faida tra criminalità cinese e malavita locale. Tra rivelazioni, violenza e un amore inatteso, il passato viene chiarito e i superstiti trovano una nuova possibilità di vita lontano da Roma. Nel cast tre Big: Marco Giallini, Sabrina Ferilli e Luca Zingaretti.

Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli: presentato alla 82ª Mostra del cinema di Venezia, nella sezione Orizzonti, ne ha ottenuto il premio, per la miglior interpretazione femminile per Benedetta Porcaroli. Un mondo narrativo coerente e riconoscibile, abitato da personaggi sospesi tra ironia e fragilità, conferma una delle voci più interessanti del nuovo cinema italiano. Holly, giovane donna in crisi con la propria identità, stringe un legame con Arabella, una bambina in fuga, rivedendo in lei la sé stessa di un tempo e trovando l’occasione per rimettere in discussione la propria vita.

Queer di Luca Guadagnino: Un film intimo, che rilegge il desiderio e l’identità con una libertà rara, affidandosi a immagini e corpi più che alle spiegazioni. Negli anni Cinquanta, un americano dipendente dalle droghe vive a Città del Messico e si innamora ossessivamente di un giovane espatriato emotivamente distante. I due intraprendono un viaggio in Sud America alla ricerca di una sostanza allucinogena che dovrebbe aprire nuove connessioni mentali, ma l’esperienza accentua la loro incomunicabilità e li porta a separarsi. Anni dopo, ormai solo e anziano, l’uomo rielabora la perdita in visioni oniriche, in cui amore, desiderio e dipendenza si fondono fino a diventare memoria dolorosa e irrisolta.

Le città di pianura di Francesco Sossai: Il vero caso dell’anno: un road movie che trasforma la provincia in racconto comune. Carlobianchi e Doriano, due cinquantenni spiantati e sempre alla ricerca dell’ultimo bicchiere, partono per un viaggio notturno verso Venezia per incontrare l’amico Genio, fuggito in Argentina anni prima. Durante il percorso coinvolgono il giovane timido Giulio, che li segue tra feste, bevute e imprevisti. Tra vecchi segreti su soldi nascosti e giochi di inganno, il viaggio diventa un’occasione di crescita per Giulio e un’ultima avventura per i due amici.

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