Su Netflix un film con Valeria Bruni Tedeschi che ti terrà incollato alla TV

Mario Cassese

Dicembre 22, 2025

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Alcuni film escono in sordina, senza attirare l’attenzione del grande pubblico, ma restano nel tempo come piccole gemme pronte a essere riscoperte. Oublie‑moi, diretto da Noémie Lvovsky nella seconda metà degli anni ’90, rientra perfettamente in questa categoria.

È un’opera che vive di fragilità, di silenzi, di sguardi che raccontano più delle parole. E oggi, grazie al suo arrivo su Netflix, sta trovando una seconda vita, raggiungendo un pubblico che forse all’epoca non era nemmeno nato.

Oublie‑moi, un gioiello nascosto nel catalogo Netflix

La storia segue Nathalie, interpretata da una giovanissima Valeria Bruni Tedeschi, che qui dà una delle sue prime prove davvero intense. Nathalie è una donna che non riesce a lasciar andare ciò che ha perduto: un amore finito, un uomo che non la vuole più, un passato che continua a chiamarla anche quando tutto le suggerirebbe di voltare pagina. Antoine, il nuovo compagno che la ama sinceramente, non basta a salvarla da se stessa. Nathalie è intrappolata in una spirale emotiva che la porta a inseguire l’ombra di Eric, l’ex che non vuole più saperne di lei. È un film che parla di dipendenza affettiva, di ossessione, di quella parte di noi che si aggrappa a ciò che fa male pur di non affrontare il vuoto.

Uscito tra il 1994 e il 1995, Oublie‑moi non fu un successo commerciale e non lasciò un segno forte al botteghino. Eppure, la critica lo accolse con rispetto: ottenne due premi e una candidatura, e ancora oggi mantiene un punteggio dignitoso su IMDb. È uno di quei film che non cercano l’applauso facile, ma che restano impressi a chi ama le storie intime, psicologiche, raccontate con delicatezza. La regia di Lvovsky è essenziale, quasi pudica, e lascia spazio ai personaggi, alle loro esitazioni, ai loro errori.

Per Valeria Bruni Tedeschi, questo film rappresenta un tassello importante della sua carriera. Guardandolo oggi, su Netflix, si ha la sensazione di assistere alla nascita di una sensibilità artistica che negli anni sarebbe diventata la sua cifra stilistica. C’è già tutto: la fragilità, la dolcezza, la capacità di rendere credibili personaggi complessi e contraddittori. È un ruolo che anticipa molti dei temi che Bruni Tedeschi affronterà poi come regista: la famiglia, la dipendenza emotiva, la ricerca di un equilibrio interiore. Riscoprire Oublie‑moi significa anche riscoprire le radici di un’artista che oggi è riconosciuta come una delle voci più originali del cinema europeo.

Oublie‑moi
Perché recuperare su Netflix il film con Valeria Bruni Tedeschi, Oublie‑moi – Artesettima.it

Il fatto che Netflix abbia deciso di riportare in catalogo questo film non è casuale. Negli ultimi mesi, la piattaforma sta recuperando diversi titoli degli anni ’90, soprattutto europei, spesso dimenticati o difficili da reperire. È una scelta che risponde a più esigenze: da un lato, ampliare il proprio catalogo con opere d’autore che arricchiscono l’offerta, e dall’altro, intercettare quella nostalgia crescente per un decennio che oggi viene considerato un periodo d’oro per il cinema. Ma c’è anche un altro motivo, forse il più interessante: permettere agli spettatori di scoprire gli esordi di attori che oggi hanno una carriera consolidata. È un modo per raccontare un percorso, per mostrare come nasce un talento.

In questo senso, Oublie‑moi è un piccolo gioiello ritrovato. Un film che parla di sentimenti difficili, di relazioni che feriscono, di persone che non riescono a salvarsi da sole. Ma è anche un’opera che permette di guardare Valeria Bruni Tedeschi con occhi diversi, di capire da dove arriva la sua profondità interpretativa. E forse è proprio questo il valore più grande della sua riscoperta: ricordarci che il cinema non vive solo nel presente, ma anche nei frammenti del passato che tornano a brillare quando qualcuno decide di rimetterli in luce.

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