Una Poltrona per Due, ma come finisce il film? La spiegazione della scena finale: così Louis e Billy vincono

Mario Cassese

Dicembre 24, 2025

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Ci sono tradizioni che non hanno bisogno di essere spiegate: semplicemente accadono, anno dopo anno, e diventano parte del nostro modo di vivere le feste. In Italia, una di queste è la messa in onda di Una Poltrona per Due.

Ogni vigilia di Natale, puntuale come un rito collettivo, il film del 1983 con Eddie Murphy e Dan Aykroyd torna a illuminare i salotti, a far ridere intere famiglie e a ricordarci che certe storie non invecchiano mai. È un appuntamento che unisce generazioni, un classico che continua a divertire come se fosse sempre la prima volta. Anche quest’anno la tradizione si rinnova: stasera, 24 dicembre, Una Poltrona per Due torna su Italia Uno, pronto a riempire le case con la sua comicità irresistibile e con quella storia di riscatto sociale che, sotto la superficie leggera, ha sempre qualcosa da dire.

Una Poltrona per Due, come finisce il film: spiegazione della scena di chiusura

Eppure, nonostante sia un cult amatissimo, c’è sempre qualcuno che, arrivato alla scena finale, si ritrova a chiedersi: come finisce esattamente il film? E soprattutto: come fanno Louis Winthorpe III e Billy Ray Valentine a battere i fratelli Duke in quella caotica e leggendaria sequenza ambientata alla Borsa delle materie prime di New York? È un finale che scorre veloce, pieno di urla, gesti frenetici e numeri che cambiano sul tabellone. Ma dietro quel caos apparente c’è un meccanismo narrativo perfetto, costruito con intelligenza e ironia.

La storia, come molti ricordano, nasce da un esperimento crudele. I ricchissimi fratelli Duke, convinti che l’ambiente conti più della natura, decidono di rovinare la vita del raffinato broker Louis Winthorpe III e di sostituirlo con Billy Ray Valentine, un truffatore di strada. Vogliono dimostrare che chiunque, messo nelle condizioni giuste, può diventare un uomo di successo. E che chiunque, privato dei suoi privilegi, può cadere in disgrazia. È un gioco perverso, condotto con la freddezza di chi considera gli esseri umani pedine sacrificabili.

Ma Louis e Billy, dopo aver scoperto il piano, decidono di ribaltare il tavolo. E lo fanno proprio nel luogo simbolo del potere economico: la Borsa di New York. È qui che prende forma la loro vendetta, una delle sequenze più iconiche della commedia americana. Il cuore del piano è semplice, almeno in apparenza. Dietro quel vortice di numeri e contratti della scena finale, c’è un meccanismo narrativo lucidissimo, costruito con la precisione di un thriller economico. Per capirlo davvero, bisogna partire da un concetto chiave: i futures.

I futures sono contratti che due parti firmano impegnandosi a scambiarsi una certa quantità di merce — nel film, succo d’arancia congelato — a un prezzo stabilito in anticipo, ma con consegna futura. È una scommessa sul domani. Chi vende non possiede ancora la merce, ma crede che il prezzo scenderà: se ha ragione, potrà comprarla più avanti a un costo inferiore e consegnarla incassando la differenza. Chi compra fa la scommessa opposta: se il prezzo salirà, riceverà la merce a un valore più basso di quello di mercato e potrà rivenderla guadagnando.

Una Poltrona per Due
Una Poltrona per Due, come fanno i protagonisti a battere i fratelli Duke – Artesettima.it

Nel film, i fratelli Duke vogliono sfruttare questo meccanismo per arricchirsi. Hanno corrotto un commissario governativo per ottenere in anticipo il rapporto sul raccolto delle arance, convinti che quell’informazione privilegiata permetterà loro di muoversi prima degli altri. Se il raccolto è scarso, il prezzo del succo d’arancia salirà alle stelle. E loro, comprando futures prima dell’annuncio ufficiale, potranno rivenderli a cifre astronomiche.

Ma il piano si incrina quando Winthorpe e Valentine intercettano il commissario e scoprono la verità: il raccolto è andato bene. Le arance saranno abbondanti, il prezzo scenderà. A quel punto, i due protagonisti orchestrano la loro vendetta. Preparano un rapporto falso, con l’informazione opposta, e lo fanno arrivare ai Duke. I fratelli, convinti di avere tra le mani un documento autentico, cadono nella trappola. Pensano che il raccolto sarà scarso e che il prezzo salirà. Così investono tutto il loro capitale comprando futures a prezzi sempre più alti, trascinando con sé gli altri investitori, che seguono il loro esempio e gonfiano ulteriormente il mercato.

È qui che la scena assume il ritmo di un duello. Winthorpe e Valentine restano immobili, osservano il prezzo salire, aspettano il momento giusto. Quando il valore del succo d’arancia raggiunge il picco, iniziano a vendere futures come se non ci fosse un domani. Vendono contratti che non possono ancora onorare, promettendo di consegnare la merce più avanti. È la vendita allo scoperto: vendere ciò che non si possiede, scommettendo che il prezzo scenderà. Gli investitori, convinti che il prezzo continuerà a salire, comprano tutto ciò che i due offrono. I Duke, nel frattempo, non capiscono perché qualcuno stia vendendo a prezzi così “bassi” rispetto alle loro aspettative. Ma non hanno tempo di riflettere: la Borsa è un fiume in piena.

Poi arriva l’annuncio ufficiale. Il rapporto governativo viene diffuso. Il raccolto è ottimo. Il prezzo del succo d’arancia crolla in pochi secondi. Il panico si diffonde tra i broker. Chi ha comprato a prezzi altissimi ora si ritrova in mano contratti che valgono una frazione di quanto pagato. Tutti cercano di vendere, ma ormai è troppo tardi.

Una Poltrona per Due
Una Poltrona per Due, la scena finale è un colpo geniale di Louis e Billy – Artesettima.it

Winthorpe e Valentine, invece, aspettano che il prezzo tocchi il fondo. Solo allora ricomprano i futures che avevano venduto poco prima. Li avevano ceduti a un valore altissimo, ora li riacquistano a un prezzo ridicolo. La differenza è puro guadagno. I Duke, al contrario, hanno fatto la scommessa opposta: hanno comprato caro e ora non possono rivendere se non a un prezzo disastroso. La loro fortuna evapora in un lampo.

Quello che Winthorpe e Valentine compiono è una forma di insider trading, cioè operare in Borsa usando informazioni non pubbliche. Nel film, però, c’è un dettaglio storico interessante: negli anni Ottanta, speculare su dati governativi riservati non era ancora illegale. Lo sarebbe diventato solo nel 2010, con una legge che molti, non a caso, chiamano “Eddie Murphy Rule”.

La scena finale, ambientata su una spiaggia tropicale, è la chiusura perfetta. Louis ritrova la serenità e l’amore, Billy conquista una nuova vita, e i due ex magnati restano soli, sconfitti dalla loro stessa avidità. È un finale che mescola risate e giustizia poetica, una piccola favola moderna travestita da commedia.

Ed è proprio questo mix di comicità, critica sociale, ritmo narrativo e personaggi memorabili che ha trasformato Una Poltrona per Due in un classico senza tempo. Ogni anno lo rivediamo sapendo già come andrà a finire, ma ogni anno ci sorprende, ci diverte e ci ricorda che, almeno a Natale, i buoni possono vincere davvero.

E stasera, come da tradizione, tornerà a farlo. Buona visione.

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