Primavera, tratto dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa, edito nel 2009, segna l’esordio alla regia di Damiano Michieletto, e arriva nelle sale il 25 dicembre, con l’ambizione di distinguersi dal consueto panorama cinematografico italiano e internazionalE.. È un film ricco di sfumature e di contenuti, sofisticato, che celebra non solo la musica, ma anche l’amore e l’emancipazione femminile. La storia, ambientata nel 1716, ruota attorno alla figura di Cecilia, interpretata dalla talentuosa Tecla Insolia, e di un giovane Vivaldi, che ha il volto di Michele Riondino.
In un collegio di orfane vive la ribelle Cecilia, ventenne certa di avere un giorno il suo riscatto nella vita. Qui incontra Vivaldi, musicista talentuoso, ma scorbutico e poco predisposto alla socialità. Vivaldi viene invitato per risollevare le sorti dell’istituto che privo di fondi non può permettersi un musicista dell’aristocrazia. Costa poco ed è bravo, non a caso diventerà uno degli artisti più apprezzati della storia della musica italiana.
Primavera è un film che invita a riflettere su un’epoca di difficoltà per le donne, dove l’emancipazione non si manifesta in modo palese o esplosivo, ma in forma intima e silenziosa. Il legame che si sviluppa tra Cecilia e Vivaldi è un terreno fertile per interpretazioni che interrogano e spingono alla riflessione. Tecla Insolia, nel suo ruolo, riesce a esprimere una potenza emotiva unica, incarnando completamente la sua protagonista con una delicatezza che conquista.
Michele Riondino: “Vivaldi? Non ha mai visto il successo”
Durante la presentazione di Primavera, Michele Riondino si è detto entusiasta di aver interpretato un personaggio particolare come Vivaldi. E’ un’artista che ha lasciato il segno, ma che non ha visto il successo, anche se a posteri è stato considerato il primo compositore rock: “Vivaldi è uno di quegli autori particolarmente sfortunati: non ha mai visto il successo, che è arrivato molto dopo la sua morte, Ma è stato il primo compositore rock, il primo a usare certe velocità: era molto audace e ambizioso, era un prete, chiamato “prete rosso” proprio per il colore dei suoi capelli.”

Riondino sottolinea anche come Vivaldi fosse un uomo semplice, lontano da ogni vizio, la cui unica forma di interazione sociale avveniva con le ragazze del convento. “L’unico strumento che aveva per esprimersi era la musica, e lui usava le ragazze dell’orfanotrofio come strumenti musicali. Le ha elevate, ma non era certo un santo: le trattava come avrebbe trattato un violino.”
Primavera non è la tipica biografia musicale, ma una narrazione che permette di scoprire Vivaldi attraverso gli occhi di una giovane orfana che, in modo del tutto inusuale, riesce a stabilire un legame profondo con lui. È un film che racconta una storia originale e ricca di sfumature emotive, dove la musica non è solo un sottofondo, ma un linguaggio universale che lega i destini dei protagonisti.




