Dieci anni dopo, il film che ha consacrato Marinelli torna in sala: il capolavoro di Mainetti di nuovo al cinema

Mario Cassese

19.02.2026

Resta Aggiornato

“Io solo una cosa vojo sapè… solo una”. Basta questa battuta per evocare un intero immaginario. Dieci anni dopo il suo debutto, Lo chiamavano Jeeg Robot torna sul grande schermo, pronto a riconquistare il pubblico che lo ha trasformato in un cult assoluto del cinema italiano contemporaneo.

Dal 2 al 4 marzo, il film di Gabriele Mainetti sarà nuovamente proiettato nei The Space Cinema, nell’ambito dell’iniziativa #BackOnTheBigScreen, che riporta in sala opere diventate pietre miliari per una generazione di spettatori.

Lo chiamavano Jeeg Robot torna al cinema per il 10° anniversario

Uscito nel 2016, Lo chiamavano Jeeg Robot è stato un caso cinematografico raro: un’opera capace di fondere il linguaggio del cinecomic con la tradizione del cinema di genere italiano, dando vita a un racconto urbano, sporco, emotivo e profondamente umano. A interpretarlo, due attori che proprio grazie a questo film hanno consolidato la loro posizione nel panorama nazionale: Claudio Santamaria, nei panni dell’antieroe Enzo Ceccotti, e un magnetico Luca Marinelli, che con il suo “Zingaro” ha regalato una delle performance più iconiche del decennio.

Il ritorno in sala non è solo un’operazione nostalgica, ma un’occasione per riscoprire un film che ha segnato un punto di svolta. Mainetti ha saputo raccontare una Roma periferica e brutale, trasformandola nel teatro di una storia di superpoteri che non ha nulla di patinato. Qui non ci sono eroi invincibili, ma uomini feriti, fragili, spesso sopraffatti dalla vita. Ed è proprio questa dimensione realistica, quasi ruvida, ad aver conquistato pubblico e critica.

Il film ha ottenuto un successo straordinario, vincendo sette David di Donatello, tra cui miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista e miglior attrice non protagonista. Ma soprattutto ha lasciato un segno indelebile nella carriera di Marinelli, che con il suo villain imprevedibile, teatrale e disturbante ha conquistato l’attenzione internazionale. La sua interpretazione è diventata un punto di riferimento per chi studia il cinema italiano degli ultimi anni, un esempio di come un personaggio borderline possa diventare memorabile grazie a un mix di intensità, follia e carisma.

Lo Chiamavano Jeeg Robot
Lo Chiamavano Jeeg Robot torna nelle sale a 10 anni dalla sua uscita – Artesettima.it

Rivedere Lo chiamavano Jeeg Robot oggi significa anche osservare quanto sia cambiato il panorama cinematografico italiano. Nel 2016, un film di supereroi “alla romana” sembrava un azzardo; oggi è considerato un modello di coraggio produttivo e di scrittura innovativa. Il ritorno in sala permette di apprezzarne nuovamente la fotografia cupa, la colonna sonora pulsante e la capacità di raccontare un’umanità marginale senza mai scadere nel pietismo.

L’iniziativa #BackOnTheBigScreen offre dunque un’occasione preziosa: riportare il pubblico davanti a un’opera che merita di essere vista — o rivista — nel suo formato naturale, quello cinematografico. Perché Lo chiamavano Jeeg Robot è un film che vive di dettagli, di sguardi, di atmosfere che sul grande schermo acquistano una forza diversa. A dieci anni dalla sua uscita, il capolavoro di Mainetti torna dove tutto è iniziato. E per molti spettatori sarà come ritrovare un vecchio amico: un po’ ruvido, un po’ folle, ma impossibile da dimenticare.

Autore

Correlati
Share This