Robert Duvall, 5 grandi interpretazioni scolpite nella storia del cinema

Emiliano Fumaneri

22.02.2026

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Ecco cinque grandi interpretazioni del leggendario attore americano venuto a mancare proprio in questi giorni.

Domenica scorsa, 15 febbraio, è morto Robert Duvall. Si è spento a 95 anni di età uno dei volti più noti della storia del cinema, capace di lasciare la sua inconfondibile firma in alcuni dei più grandi capolavori cinematografici nel corso della sua lunga carriera (durata ben sei decenni).

Stando alle dichiarazioni affidate dalla moglie Luciana alla sua agenzia di pubbliche relazioni l’attore nato a San Diego nel 1931 è morto serenamente nella sua casa di Middleburg, in Virginia. Sette volte candidato all’Oscar, Duvall ha vinto l’ambita statuetta come migliore attore nel 1984, per il ruolo in Tender Mercies – Un tenero ringraziamento.

Ma a dirla tutta la parte nel film diretto da Bruce Beresford non è la sola – forse nemmeno la principale – a essere rimasta impressa nella memoria del pubblico e degli appassionati di quello che è entrato di diritto nell’olimpo dei principali attori del XX secolo. Tra le tante, ecco cinque grandi interpretazioni di Robert Duvall consegnate per sempre alla storia del cinema.

Le 5 grandi interpretazioni di Robert Duvall che hanno segnato la storia del cinema

Come ha notato qualcuno, Robert Duvall non rientrava nei canoni dell’attore “bello” o del protagonista assoluto. Duvall non ricercava un protagonismo vistoso, da mattatore o da frontman. Ma anche in ruoli secondari, come antagonista o spalla, la sua versatilità non appariscente gli consentiva di prendersi la scena pure in presenza di attori del calibro di Al Pacino, Marlon Brando, Robert De Niro, Clint Eastwood, Michael Douglas, John Travolta, solo per citarne alcuni.

Le 5 indimenticabili interpretazioni di Robert Duvall
Impossibile dimenticare il Tom Hagen interpretato da Duvall ne Il Padrino (Foto Facebook @Estación Rock) – artesettima.it

Attore di straordinaria naturalezza, senza enfasi e con pochi gesti controllati Duval era capace di dare profondità espressiva e realismo a personaggi silenziosi o moralmente ambigui. Come Tom Hagen, l’indimenticabile figlio adottivo e “consigliori” di don Vito Corleone nella leggendaria saga Il Padrino (1972) e Il Padrino – Parte II (1974) di Francis Ford Coppola. Questo personaggio calmo, razionale e mai sopra le righe darà una svolta decisiva alla carriera dell’attore che in gioventù si arruolò nell’esercito prendendo parte alla guerra di Corea.

Proprio un militare sarà uno dei ruoli più iconici di Duvall: l’allucinato colonnello William Kilgore di Apocalypse Now (1979), il carismatico, fanatico e surreale comandante della cavalleria aerea che ama il surf più della battaglia e vive il conflitto del Vietnam come una grandiosa esperienza lirica, totalmente sganciata dalla realtà. Nel film (un altro capolavoro di Coppola) Kilgore assurge a emblema dell’assurdità della guerra con la sua celebre battuta: «Mi piace l’odore del napalm al mattino».

Duvall torna a indossare la divisa ne Il grande Santini, film del 1979 tratto da un romanzo di Pat Conroy e diretto da Lewis John Carlino, dove interpreta Wilbur “Bull” Meechum, tenente colonnello dell’Aviazione dei Marines. Veterano della Corea, Meechum è un eroe di guerra ossessivamente legato alla disciplina militare (pure in famiglia) anche in tempo di pace. Finisce per morire durante un volo aereo per evitare che la collisione con un altro velivolo metta a rischio il centro abitato.

Il suo talento versatile si mostra ancora nel 1984 in Tender Mercies – Un tenero ringraziamento, film che gli vale l’Oscar come migliore attore e dove recita la parte di Mac Sledge, un cantante country decaduto, alcolizzato e divorziato, ormai avviato sulla strada del tramonto. L’attore di San Diego si segnala anche alla fine degli anni Novanta con la parte in A Civil Action, legal drama del 1998 nel quale Duvall presta il volto allo spietato Jerome Facher, esperto avvocato e “mastino” di una due grandi industrie accusate di contaminazione ambientale e contrapposte al protagonista Jan Schlichtmann (John Travolta).

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