
Non sono nato tra le pietre calde della Sicilia,
eppure mi sento cresciuto da quei cortili che odorano di mare e di malinconia.
Lì, dove il sole si attarda anche dopo il tramonto,
ho imparato a sognare guardando un proiettore su un muro
più di quanto abbia mai fatto guardando il cielo e le stelle.
Nuovo Cinema Paradiso.
Quando lo guardo, ricordo.
Ricordo il buio della sala, il fruscio della pellicola,
gli occhi pieni di stupore, come se ogni inquadratura mi svelasse un segreto.
È come rivedere il bambino che sono stato,
incollato allo schermo,
che cercava nella finzione una verità più gioiosa, intensa e vera della vita stessa.
Nuovo Cinema Paradiso è una preghiera per chi ama la propria terra,
una carezza sul volto di chi ha dovuto lasciarla
per inseguire una speranza, un’illusione, un istinto,
una luce che danza sul volto di un bambino.
Quel bambino ero io, eravamo noi.
Totò ha negli occhi lo stesso fuoco che mi brucia dentro.
Lo stesso amore viscerale per un mondo che vive
tra fotogrammi e sogni ad occhi aperti.
Alfredo non è solo un personaggio.
È la voce che ho immaginato tante volte nella mia testa,
quella voce che mi sussurra: «Un ti fari futtiri dalla nostalgia»
«Non tornare più. Un ci pinsari mai a noi.
Non ti voltare. Non scrivere»
E io, come Totò, mi sono chiesto se partire significasse tradire.
Tradire la mia terra, i miei affetti, le mie radici.
Capendo che, forse, saper lasciare andare è proprio il modo più sincero di amare.
Forse è vero.
Però quando vedo quel finale,
quella bobina cucita con i baci censurati,
mi sento cucito anch’io, pezzo dopo pezzo.
Un corpo fatto di pellicola, nostalgia, paranoie e speranze.
E allora capisco che più che partire, voglio tornare.
Per raccontare.
Per dare voce a questa antica ferita, che pulsa e non si rimargina.
Per proiettarla sul mondo come si proietta un sogno sullo schermo.
La Sicilia diventa così non più solo un luogo.
Ma è cinema.
In qualche modo,
È me.
E Nuovo Cinema Paradiso è il mio specchio.
Un film barocco, imperfetto, mieloso.
Ma ogni volta che lo guardo, che ascolto quella musica, mi ricordo chi sono, da dove vengo,
e perché non smetterò mai di sognare.




