Pier Paolo Pasolini, per tutti un intellettuale a 360 gradi, per qualcuno un visionario e soprattutto per gli appassionati della settima arte un regista da ricordare. Pasolini non amava le etichette e rifiutava qualsiasi tipo di collocazione, infatti l’arte per lui era un rifugio e una via di fuga. Una sorta di espediente per conservare uno sguardo diverso, parzialmente salvifico, sulle cose. Pasolini è un uomo, anche a mezzo secolo dalla morte, tutto da scoprire.
Rivedere i suoi film, rileggere i suoi saggi e avere a che fare con le sue poesie vuol dire – in qualche maniera – tornare a guardarsi dentro. Lo ha fatto lui per primo e ora, l’eredità più importante dal punto di vista emotivo, lo lascia fare agli altri in sua vece. Roma è sempre stata la sua musa, pur essendo romano soltanto d’adozione. Gli esperti di cinema hanno sempre detto che Pasolini fosse nato a Quartiere Santo Stefano, dalle parti di Bologna, per poi avere l’anima all’ombra del Colosseo.
Pier Paolo Pasolini, Mamma Roma e il cinema
Una residenza quasi obbligata che, però, lo ha portato a scoprire altro nella Città Eterna, una Roma talmente bella e folgorante da rendere eterno anche lui. Dandogli e togliendogli tutto in un tempo massimo che, quasi tutti, ancora oggi, ritengono troppo veloce. Quello che conta, forse, è che attualmente – se Pasolini fosse ancora vivo – il suo sguardo potrebbe interpretare ancora la realtà con un piglio diverso. Un taglio immaginifico impreziosito dal cinismo necessario. Quel tipo di durezza che resta come monito: “Non è ancora finita, ma potrebbe esserlo”.

Oggi ci siamo, domani forse. Proprio per questo tipo di fugacità ed essenza, un film come Mamma Roma diventa tremendamente attuale perchè mostra quei luoghi che c’erano ed esistono ancora oggi. Dietro la bellezza e il talento senza tempo di Anna Magnani ci sono degli scorci e degli ambienti che restituiscono la sensazione di crepuscolo, ma anche il sentore di rinascita e attualmente quei luoghi sono ripopolati da nuovi spiazzi e altrettante performance architettoniche che lasciano intatto il valore di Roma ma ne modificano l’essenza.
Le scene restaurate
La modernità ha cambiato approccio, sviluppo e resa. Determinate sensazioni del passato, però, tornano attuali quando parte un film senza tempo e inconsapevolmente moderno com’è stato e resta quello girato da PPP. Roma è davvero una mamma che guarda tutti dall’alto. Come adesso è costretto, suo malgrado, a fare Pasolini. Il ritrovamento, a mezzo secolo dalla morte, delle scene tagliate del film ricorda anche quanto quello che il regista e saggista avesse lasciato da parte sia ancora valido.
È possibile rivedere il film in versione restaurata tra qualche settimana, secondo gli addetti ai lavori, appena sarà terminata la restaurazione di una pellicola tributo che trova nuova linfa negli occhi di chi è ancora in grado di guardare conservando la giusta dose di stupore ed empatia. Pasolini è ancora vivo nel cuore di chi lo ha amato, ma anche e soprattutto nella quotidianità di chi è ancora in grado di rintracciare l’unicità di un particolare, l’intensità di uno sguardo, il peso di una lacrima.




