Sergio Castellitto: chi è il figlio Pietro, il suo percorso da attore e regista

Francesca Testa

Novembre 7, 2025

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Cresciuto tra cinema e letteratura, Pietro Castellitto si distingue per talento e originalità: dalla formazione filosofica ai successi come attore, regista e sceneggiatore.

Nel panorama del cinema italiano contemporaneo, Pietro Castellitto si conferma come uno degli attori e registi più talentuosi e poliedrici della sua generazione. Figlio d’arte, nato a Roma il 16 dicembre 1991, Pietro ha saputo costruire una carriera solida e riconosciuta, con un percorso artistico che si intreccia indissolubilmente con quello del padre, Sergio Castellitto, attore e regista di fama internazionale, e della madre, la scrittrice e sceneggiatrice Margaret Mazzantini.

Le radici di Pietro Castellitto: famiglia e formazione

Figlio maggiore di una delle coppie più influenti del cinema e della letteratura italiana, Pietro è cresciuto in un ambiente che ha favorito lo sviluppo di un talento naturale, ma anche una profonda riflessione artistica. La sua formazione accademica è di alto livello: ha conseguito il diploma al liceo classico dell’Istituto Santa Giuliana Falconieri di Roma e si è laureato in filosofia presso l’Università “La Sapienza”. Questo background culturale si riflette nelle sue scelte artistiche, che spesso si ispirano a tematiche filosofiche e sociali.

Dal punto di vista personale, Pietro mantiene un profilo riservato. Le sue relazioni sentimentali, pur attenzionate dai media, sono sempre state discrete. Tra le storie confermate, spiccano quelle con Virginie Marsan e Matilda De Angelis. Recentemente, si è parlato di un possibile legame con l’attrice Benedetta Porcaroli, sua collaboratrice nel film “Enea”, ma non vi sono conferme ufficiali.

Pietro ha mosso i primi passi nel cinema giovanissimo, apparendo già a otto anni nel film “Libero Burro” diretto dal padre. Il suo vero debutto da attore risale al 2004 con “Non ti muovere”, diretto da Sergio Castellitto e tratto dal romanzo di Margaret Mazzantini. Da allora, ha recitato in diverse pellicole e serie televisive, tra cui “La profezia dell’armadillo” (2018), dove ha interpretato Secco, e “Speravo de morì prima” (2021), miniserie che racconta la vita di Francesco Totti, ruolo che gli ha conferito grande notorietà e apprezzamento per la sua interpretazione.

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Fonte: Instagram @pietrocastellitto – Biografia di Pietro Castellitto – Artesettima.it

Nel 2020, con il film “I predatori”, Pietro ha esordito anche come regista e sceneggiatore, ottenendo numerosi riconoscimenti, fra cui il David di Donatello come miglior regista esordiente e il Nastro d’Argento per la miglior sceneggiatura originale, oltre al Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia. Un successo che ha consacrato la sua capacità di raccontare storie intense e attuali, in cui si intrecciano critica sociale e analisi psicologica.

Il suo ultimo lavoro, “Enea” (2024), presentato in concorso alla 80ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, conferma la sua crescita artistica. Nel film, che racconta il legame tra due giovani, Enea e Valentino, tra eccessi, drammi familiari e affetti, Pietro è regista, sceneggiatore e interprete. Tra gli attori che lo affiancano ci sono Giorgio Quarzo Guarascio, Benedetta Porcaroli e Giorgio Montanini. Il film si colloca tra le produzioni italiane più attese e rappresenta un ulteriore passo nel suo percorso di autore completo.

Il rapporto tra Sergio e Pietro Castellitto rappresenta un esempio emblematico di dialogo intergenerazionale nell’arte. Se Sergio ha costruito il proprio percorso con dedizione e trasformismo, Pietro si distingue per un approccio più filosofico e anticonformista, che lo porta a esplorare tematiche complesse e attuali. Entrambi, però, condividono la capacità di raccontare storie profonde e autentiche, contribuendo a rinnovare il cinema italiano con sensibilità diverse ma complementari.

La presenza di Pietro come protagonista e regista di “Enea”, con Sergio nel cast, simboleggia questa continuità creativa, mentre la carriera di entrambi continua a evolversi tra riconoscimenti nazionali e internazionali, confermando il valore di una famiglia che ha segnato e continua a segnare la cultura italiana contemporanea.

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