5 film di Alice Rohrwacher (sorella di Alba) che non puoi perdere

Francesca Testa

Novembre 21, 2025

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Sorella dell’attrice Alba Rohrwacher, la regista Alice Rohrwacher si sta affermando come la vera rivelazione del cinema italiano.

Alice Rohrwacher si conferma una delle figure più rilevanti del cinema italiano contemporaneo, grazie a una filmografia che ha saputo coniugare realismo, poesia e una profonda sensibilità sociale. Sorella della nota Alba Rohrwacher, attrice di riferimento nel panorama nazionale, Alice ha costruito un percorso artistico unico, capace di raccontare l’Italia rurale e le sue contraddizioni con uno sguardo autentico e originale.

L’evoluzione artistica di Alice Rohrwacher attraverso cinque film imprescindibili

Il lavoro di Alice Rohrwacher si distingue per una coerenza tematica che esplora comunità periferiche e mondi sospesi tra tradizione e modernità. La sua cifra stilistica unisce un realismo documentaristico a tocchi visionari, creando un universo narrativo che riflette fragilità e speranza universali. Di seguito, cinque pellicole fondamentali per comprendere il suo talento.

Corpo celeste (2011): l’adolescenza tra fede e disillusione

Nel suo esordio, Alice Rohrwacher racconta il delicato percorso di una ragazza tredicenne che, dopo un periodo trascorso nel Nord Europa, torna in una città del Sud Italia. Tra catechismo e prime inquietudini esistenziali, il film mette in luce il conflitto interiore di chi si confronta con una realtà rigida e spesso incomprensibile. Questa opera segna l’inizio della sua indagine sui margini sociali e sulla spiritualità con uno sguardo allo stesso tempo critico e poetico.

Le meraviglie (2014): tra fiaba e realtà rurale

Con Le meraviglie, Rohrwacher porta sullo schermo la storia di una famiglia di apicoltori che vive isolata in campagna, cercando di preservare le proprie tradizioni di fronte alle sfide imposte dal mondo moderno e dai media, incarnati da un concorso televisivo. Il film rappresenta un perfetto esempio della sua capacità di fondere elementi autobiografici con la narrazione fiabesca, offrendo una riflessione sul fragile equilibrio tra passato e presente.

Lazzaro felice (2018): un’allegoria di bontà e ingiustizia sociale

Considerato uno dei suoi capolavori, Lazzaro felice racconta la vicenda di un giovane contadino ingenuo e puro, vittima dello sfruttamento da parte di una nobile marchesa. Attraverso un salto temporale che conduce dalla campagna all’ambiente urbano contemporaneo, il film si trasforma in una potente allegoria sulla perdita dell’innocenza e la corruzione morale. Rohrwacher realizza qui un ritratto universale di bontà che resiste in un mondo segnato da disuguaglianze.

Alice Rohrwacher
5 film per scoprire il talento di Alice Rohrwacher – Artesettima.it

La chimera (2023): mito, archeologia e conflitti interiori

Ambientato negli anni Ottanta, La chimera segue le vicende di un giovane archeologo coinvolto nel traffico clandestino di reperti etruschi. Il film riflette sul difficile rapporto tra passato e presente, intrecciando temi di amore, sogno e ricerca di senso. Questo lavoro conferma la maturità artistica della regista, che riesce a fondere mito e realtà in un racconto carico di tensione emotiva e riflessioni sulla bellezza e la perdita.

L’intera produzione di Rohrwacher si caratterizza per una sensibilità sociale rara nel cinema italiano, capace di dare voce a vite invisibili e spesso ignorate dalla grande narrazione. Il suo stile visivo unico mescola il documentario con elementi onirici, creando una narrazione che supera i confini del locale per parlare a un pubblico universale. La sua attenzione alla natura, alla spiritualità e alla marginalità sociale rende i suoi film non solo opere d’arte, ma anche strumenti di riflessione sulle contraddizioni della società contemporanea.

“Ad una mela” (2020): il cortometraggio dall’atmosfera sospesa

Chiudiamo con un cortometraggio, Ad una mela, del 2020. Una giovane ragazza, seduta in un cortile di campagna, osserva un cesto di mele rosse. Il frutto diventa il centro di un gioco visivo: luci, ombre e riflessi trasformano la mela in simbolo universale, evocando il mito del peccato originale, la tentazione e la conoscenza, un invito a contemplare la bellezza e il mistero nascosto nelle cose semplici. Si tratta di un cortometraggio che condensa in due minuti la poetica di Rohrwacher: il quotidiano che diventa mito.

Alice Rohrwacher, con la sua capacità di trasformare storie apparentemente semplici in parabole di grande valore emotivo e culturale, continua a essere una delle registe più innovative e apprezzate del cinema italiano, capace di coniugare tradizione e modernità in modo magistrale.

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