20° classico Disney Gli Aristogatti fu proiettato, per la prima volta, a Los Angeles l’11 dicembre 1970: un cartoon che si rivelò un successo sin dal suo debutto. Diverse le curiosità che sono legate alla pellicola e che raccontano anche alcune indiscrezioni del dietro le quinte della sua realizzazione. Ne sono state individuate bene 10.
Non tutti sanno che il cartoon è ispirato ad una storia vera: nella Parigi dei primi anni del 1900 una famiglia di gattini ereditò da una ricca e anziana signora un patrimonio rilevante. Il fatto sorprese l’opinione pubblica che rilevò una certa stranezza nelle disposizione testamentarie della nobildonna. Nella pellicola la felina Duchessa e i suoi cuccioli, Bizet, Matisse e Minou, sono gli eredi del patrimonio di una nobildonna e questo irrita il maggiordomo che fa di tutto per eliminarli. Ad aiutate la famiglia di mici, Romeo, un gatto di strada che conquista la fiducia di Duchesse.
Dopo Cenerentola e La Bella Addormentata gli Aristogatti è il terzo film Disney ambientato a Parigi: un particolare che gli appassionati del genere non hanno potuto ignorare. Terza curiosità non da poco riguarda il fatto che Gli Aristogatti inizialmente doveva essere un live action della serie tv antologica Disneyland (1954), ma poi gli addetti ai lavori compresero che la storia aveva un potenziale non indifferente come film animato: valutazione che si rivelò vincente visto che la pellicola incassò ben 55,7 milioni di dollari, circa 14 volte di più di quanto speso per sostenerlo.
La quarta curiosità fa riferimento al noto stilista Karl Lagerfeld che alla sua morte decise di lasciare la sua eredità a Choupette, la sua gatta dal pelo bianco che somigliava in modo impressionante a Duchesse. La felina entrò così di diritto nell’asse ereditario del designer: il suo patrimonio ammontava a 170 milioni di dollari. Tra le cose che in pochi conoscono sugli Aristogatti riguarda un dettaglio della sceneggiatura: originariamente prevedeva un quarto gattino di nome Waterloo. Il personaggio fu rimosso in fase di realizzazione.
Gli Aristogatti, i retroscena più curiosi sulla bad di gatti jazzisti
Sesta curiosità coinvolge Romeo ribattezzato “er mejo der Colosseo”. In realtà nella versione originale l’affascinante gatto randagio non è italiano, ma ha origini irlandesi e il suo vero nome è Thomas O’Malley. Sembra inoltre che anche il personaggio di Edgar abbia subito dei cambiamenti in fase di scrittura: inizialmente doveva essere un complice .

“Everybody wants to be a cat” , la canzone cantata nel film in realtà ha un doppio senso. Il termine cat viene tradotto con “gatto”, ma in realtà nel gergo del genere musicale cat significa proprio appassionato di jazz. Sempre legata alla banda di randagi la storia che riguarda il gatto trombettista: sembra che in origine dovesse essere doppiato niente meno che Louis Armstrong, icona del jazz, ma la star si ammalò e rifiutò la proposta.
Infine nella banda di gatti jazzisti ce n’è uno che somiglia a John Lennon: Hit Cat è disegnato proprio per ricordare l’iconico artista inglese. Una curiosità quest’ultima non nota a tutti.




