Gioia Mia, due generazioni a confronto in un racconto emozionate: l’esordio alla regia di Margherita Spampinato

Barbara Di Castro

Dicembre 13, 2025

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Gioia Mia, opera prima di Margherita Spampinato ha allertato l’attenzione della critica e anche del pubblico. Film decisamente diverso definito da diversi addetti ai lavori “ricco” di suggestioni, di emozioni, ma soprattutto di un atmosfera che a tratti appare surreale e che riporta lo spettatore a godere di momenti di riflessione e di una contesto che appartiene al passato. Il film è un racconto emozionante che si sviluppa grazie al confronto dei due personaggi, che appartengono a generazioni diverse, ma anche a contesti sociali opposti.

Nonostante le diversità riusciranno a trovare il modo di avvicinarsi e di comprendere l’uno molto dell’altra. La trama appare rallentata, ma riesce a coinvolgere il pubblico, preso a percepire l’universo di emozioni del giovane Nico (Marco Fiore) , che viene catapultato in una realtà lontana dal suo modo di vivere: esperienza che per lui si rivelerà soprattutto una ricchezza emotiva. Cresciuto tra comodità e tecnologia, solito ad ottenere tutto quello che vuole, Nico viene mandato a trascorrere le vacanze estive in un piccolo paesino della Sicilia, da Gela un’anziana signora, che ha il volto di Aurora Quattrocchi.

Nella piccola città, dove per altro fa caldissimo, tutto appare di un’altra epoca e per Nico abituarsi a ritmi diversi dai suoi non è facile. Inoltre Gela è una donna scorbutica, che vive da sola in un palazzo antico, e su di lei circolano diverse leggende. Inizialmente non è felice di avere ospiti, ma con il tempo prova a far conoscere tutto il suo mondo al ragazzino, che non manca di sorprendersi.

Gioia Mia, un piccolo mondo cristallizzato: passato e presente sullo stesso piano

Nico e Gela fanno fatica a capirsi; comprendere il mondo l’uno dell’altro crea ad entrambi un senso di inadeguatezza fino a quando decidono di aprirsi e dare spazio alla comprensione. Nel mondo di Gela tutto appare fermo e cristallizzato, e il riferimento è ad un passato che si scontra con il presente del piccolo Nico. Nel corso del racconto il confronto generazionale si intensifica e raggiunge picchi inaspettati.

Gioia Mia il racconto generazionale
Gioia Mia, debutto al cinema-foto ig@cinemaedera-Artesettima.it

Ma saranno i continui litigi a far capire ai protagonisti il bisogno che hanno l’uno dell’altra. La regista ha disegnato un vero percorso di crescita dove due generazioni alla fine riescono a capirsi e a parlare un linguaggio simile. E’ un racconto delicato, ma anche sofisticato dove nulla è lasciato al caso e dove è celebrato l’amore tra due anime sincere che, dopo una prima esitazione, riescono ad aprirsi e a rivelare anche le loro fragilità.

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