Per anni la televisione italiana è stata considerata un mezzo “minore” rispetto al cinema, destinato più all’intrattenimento popolare che alla creazione di opere d’arte.
Eppure, negli ultimi decenni alcune serie hanno ribaltato questa percezione, dimostrando che il piccolo schermo può raggiungere la stessa intensità narrativa e visiva del grande cinema.
Le 5 serie tv che hanno cambiato il piccolo schermo italiano
Cinque titoli in particolare hanno segnato questa rivoluzione: Il Commissario Montalbano, Boris, Romanzo Criminale – La serie, Gomorra – La serie e The Young Pope. Ognuno di essi ha ridefinito il linguaggio televisivo, conquistando pubblico e critica e lasciando un segno indelebile nella cultura italiana e internazionale.
Il Commissario Montalbano (1999–2021)
Tratto dai romanzi di Andrea Camilleri, Il Commissario Montalbano ha dimostrato che la televisione può trasformare la letteratura in un prodotto di qualità cinematografica. Ambientata nella Sicilia immaginaria di Vigata, la serie ha unito il giallo classico alla descrizione vivida di paesaggi, tradizioni e contraddizioni italiane. Luca Zingaretti ha reso Montalbano un personaggio iconico, capace di incarnare il fascino e la complessità dell’Italia contemporanea. La regia curata, la fotografia luminosa e la fedeltà al tono ironico e malinconico dei romanzi hanno reso la serie un capolavoro televisivo, esportato e amato anche all’estero.
Boris (2007–2010, revival 2022)
Con Boris, la televisione italiana ha fatto un salto nel meta-racconto. La serie, ambientata sul set di una fittizia fiction di bassa qualità, ha svelato con ironia e sarcasmo i meccanismi produttivi della tv commerciale. Personaggi come René Ferretti, Stanis La Rochelle e gli sceneggiatori frustrati hanno dato vita a una satira pungente, capace di raccontare vizi e virtù del sistema televisivo. Il revival del 2022 ha dimostrato la forza di un prodotto che, pur nato come “serie di nicchia”, è diventato un cult generazionale. Boris ha cambiato il piccolo schermo perché ha mostrato che la tv può ridere di sé stessa e, nel farlo, raggiungere livelli di intelligenza e originalità pari al cinema d’autore.
Romanzo Criminale – La serie (2008–2010)
Basata sul libro di Giancarlo De Cataldo e sul film di Michele Placido, Romanzo Criminale – La serie ha portato sul piccolo schermo la storia della Banda della Magliana, gruppo criminale che ha segnato la Roma degli anni Settanta e Ottanta. Con una regia raffinata e una scrittura intensa, la serie ha saputo trasformare un racconto di cronaca nera in un affresco epico e drammatico. I personaggi, dal Libanese al Freddo, sono diventati archetipi di un’Italia segnata da violenza, potere e ambiguità morale. La serie ha dimostrato che la tv italiana può affrontare temi duri e complessi con la stessa forza del cinema, inaugurando una stagione di produzioni più coraggiose e realistiche.

Gomorra – La serie (2014–2021)
Se Romanzo Criminale ha aperto la strada, Gomorra l’ha percorsa fino in fondo. Tratta dal libro di Roberto Saviano, la serie ha raccontato il mondo della camorra napoletana con uno stile crudo e realistico. La regia di Stefano Sollima e la fotografia cupa hanno reso l’opera un vero noir televisivo, capace di competere con le migliori produzioni internazionali. I personaggi di Genny Savastano e Ciro Di Marzio sono entrati nell’immaginario collettivo, simboli di un potere criminale che si tramanda e si trasforma. Gomorra ha cambiato il piccolo schermo perché ha dimostrato che la tv italiana può essere esportata e amata in tutto il mondo, diventando un fenomeno globale.
The Young Pope (2016)
Con The Young Pope, Paolo Sorrentino ha portato la sua estetica cinematografica nella serialità televisiva. Jude Law nei panni di Papa Pio XIII ha incarnato un personaggio enigmatico e controverso, mentre Diane Keaton ha aggiunto spessore internazionale al cast. La serie ha unito la riflessione spirituale alla potenza visiva tipica del cinema di Sorrentino, con immagini barocche e simboliche che hanno reso ogni episodio un’opera d’arte. The Young Pope ha dimostrato che la tv può essere terreno fertile per registi d’autore, capace di ospitare linguaggi sofisticati e visioni artistiche di alto livello.
Queste cinque serie hanno trasformato il piccolo schermo italiano in grande cinema. In modi diversi, tutte hanno dimostrato che la televisione non è più un mezzo minore, ma un linguaggio capace di emozionare, riflettere e innovare. Recuperarle oggi significa non solo godere di grandi storie, ma anche comprendere come il piccolo schermo sia diventato, a tutti gli effetti, arte cinematografica.




