Tra ambizione e ossessione: Marty Supreme arriva al cinema e Timothée Chalamet sogna l’Oscar

Angela Marrelli

Dicembre 14, 2025

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Il nuovo film di Josh Safdie con Timothée Chalamet promette di sorprendere. Non è solo la storia di una vittoria: è il racconto di ciò che resta quando si sceglie di voler vincere a ogni costo.

Di film che mettono al centro sport meno convenzionali, il cinema ne ha presentati parecchi, alcuni indimenticabili come Million Dollar Baby e Miracle o ipnotici come una delle serie simbolo di Netflix, La regina degli scacchi. Marty Supreme è però qualcosa a parte e non solo perché a vestire i panni del protagonista c’è un Timothée Chalamet determinato a vincere l’Oscar. La sua presenza non è solo una scelta di casting, ma una dichiarazione d’intenti, un corpo chiamato a incarnare l’ambizione come stato permanente.

Marty Supreme non è un personaggio della Marvel, anche se non si discosta troppo da un supereroe: è un supereroe del ping pong. Ispirato alla vita del giocatore medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo Marty Reisman, diretto da Josh Safdie, è un film che entra in punta di piedi e accelera all’improvviso. Arriva nelle sale il 22 gennaio 2026, dopo una presentazione a sorpresa al Torino Film Festival.

Trama e cast

Il film racconta l’ascesa di Marty Mauser, giovane newyorkese del Lower East Side che nel 1952 decide di sfidare il proprio destino. Lavora nel negozio di scarpe dello zio, vive all’interno di una comunità che vede la stabilità come valore assoluto, ma sente di non poter restare fermo: decide di diventare il miglior giocatore di ping pong al mondo.

estetica anni Cinquanta

Nonostante sia ispirato liberamente ad una storia vera, Marty Supreme non è un classico biopic sportivo. Il ping pong diventa terreno di scontro simbolico, spazio di libertà e affermazione personale. Marty gioca in ambienti clandestini, si allena ossessivamente, sfida regole scritte e non scritte, pagando l’isolamento e l’incomprensione come prezzo inevitabile.
Chalamet, di cui della pellicola è anche produttore, lavora al personaggio da anni, arrivando a costruire un protagonista nervoso, carismatico e sempre in bilico. Dopo la candidatura all’Oscar per A Complete Unknown, questo ruolo potrebbe rappresentare una nuova svolta: Marty non chiede empatia, pretende attenzione. È un personaggio che consuma sé stesso pur di emergere.

Il cast che lo circonda amplifica la complessità del racconto. Gwyneth Paltrow interpreta Kay Stone, figura elegante e ambigua; Odessa A’zion è Rachel, presenza intima e segreta; Tyler, The Creator sorprende nei panni di Wally, compagno di notti e partite illegali; completano il quadro Fran Drescher e Abel Ferrara, genitori cinematografici tutt’altro che rassicuranti. Tra le competizioni internazionali emerge anche Koto Endo, interpretato dall’atleta Koto Kawaguchi, snodo decisivo nella storia del protagonista.

Il film è stato girato tra New York e il Giappone ed è intriso di atmosfera urbana e suggestioni vintage, con un’energia irregolare che riflette lo stato d’animo del suo eroe. Safdie ha creato un film sul desiderio di non essere invisibili, sulla performance come identità, sulla solitudine che accompagna chi decide di non accontentarsi.

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