Un intenso Luca Zingaretti interpreta uno dei personaggi più puri della storia del nostro Paese. Il film disponibile gratuitamente
Il 15 settembre 1993, una data che rimarrà indelebile nella storia della lotta contro la mafia in Italia, il parroco Don Pino Puglisi veniva assassinato a Palermo, nel quartiere Brancaccio. Un destino tragico segnato dalla violenza della criminalità organizzata, che aveva deciso di eliminare un uomo troppo pericoloso per i suoi ideali di giustizia e libertà.
La figura di Don Pino è, oggi, un simbolo di resistenza. Nonostante l’opposizione della mafia, che vedeva in lui una minaccia per il proprio potere, il parroco non si arrese mai. La sua lotta era fatta di piccoli gesti quotidiani, come l’invito ai giovani di Brancaccio a frequentare la parrocchia, a giocare a calcio, a trovare una via d’uscita dalla spirale della criminalità. Quella che la mafia cercava di ridurre a una generazione di “angeli cresciuti all’inferno”, Don Puglisi cercava di riscattarla con un semplice, ma potente messaggio: la speranza di un futuro diverso era possibile.
Il coraggio con cui si oppose al potere mafioso non si limitava ai gesti quotidiani, ma si rifletteva anche nelle sue parole. Don Puglisi rifiutò sempre il compromesso, rifiutando denaro sporco, e condannò pubblicamente le azioni della mafia, non temendo le ritorsioni. La sua denuncia, specialmente durante il funerale di Giovanni Falcone, lo portò a scontrarsi direttamente con la violenza delle cosche, che non esitavano a ricorrere all’omicidio come metodo di silenzio. La sua morte non fu altro che una risposta di chi teme di perdere il controllo su un’intera comunità.
Oggi, la memoria di Don Puglisi non è solo un ricordo del passato, ma un esempio che continua a ispirare chi si oppone alla mafia e alla criminalità. Nel 2023, il suo processo di beatificazione come martire è stato aperto dalla Congregazione per le Cause dei Santi in Vaticano, un passo che riconosce la sua morte come una testimonianza di fede e coraggio in un contesto di violenza e oppressione.
Il film con Luca Zingaretti su RaiPlay
Il film Alla luce del sole (2005), diretto da Roberto Faenza, restituisce con grande intensità il ritratto di quest’uomo, interpretato da Luca Zingaretti, che rifiutò di piegarsi alla mafia. In un periodo storico segnato da attentati mafiosi in tutta Italia, Don Puglisi non cercò mai la gloria, ma solo di portare un po’ di luce in un mondo oscurato dalla criminalità. Il suo approccio, senza retorica, si concentrava sull’educazione e sul recupero dei ragazzi più vulnerabili, cercando di donare loro la possibilità di un riscatto, lontano dalla strada che la mafia aveva preparato per loro.

La sua morte, come raccontato nel film, fu un atto di coraggio che non aveva paura di scontrarsi con la brutalità mafiosa, un gesto che non fu dimenticato. Nonostante la paura che percorreva le strade di Brancaccio, i bambini accorsero al suo funerale, portando i loro giocattoli per addolcire il feretro del loro eroe. La tragica fine di Don Puglisi non segnò la fine della sua lotta, ma piuttosto la sua trasformazione in un simbolo vivo, che ancora oggi ispira le nuove generazioni a non arrendersi di fronte alle ingiustizie.
Il film, molto intenso e molto aderente alla realtà, è disponibile ora gratuitamente per la visione su RaiPlay. Un’opportunità da non perdere.




