Non sono mancate le polemiche politiche su questo film che, però, ora, si giocherà le proprie chance per vincere la statuetta
Alcuni mesi fa, il regista brasiliano Kleber Mendonça Filho ha presentato L’agente segreto, un film che ha scosso la critica e il pubblico a livello internazionale, ottenendo riconoscimenti prestigiosi e diventando il candidato brasiliano per il miglior film straniero agli Oscar 2026.
Interpretato magistralmente da Wagner Moura, il film ha trionfato al 78° Festival di Cannes, dove il regista e l’attore hanno ricevuto rispettivamente il premio per la miglior regia e per la miglior interpretazione maschile. La pellicola, una storia di resistenza e paranoia ambientata durante la dittatura militare brasiliana, è diventata rapidamente un fenomeno, non solo per la sua intensità narrativa, ma anche per le sue implicazioni politiche e sociali. E ora, il film è tra i papabili per l’Oscar.
Una trama che inquieta e sorprende
Ambientato nel 1977, L’agente segreto segue le vicende di Marcelo, un ingegnere di mezza età che arriva a Recife durante il Carnevale, apparentemente per rivedere suo figlio. Ma quello che sembrava un incontro familiare diventa ben presto il cuore di un intrigo internazionale quando Marcelo si accorge di essere sorvegliato. L’atmosfera di oppressione e insicurezza che pervade il film riflette la tensione di un paese sotto il giogo della dittatura, dove la paura e la diffidenza verso lo stato sono all’ordine del giorno. Mendonça riesce a trasmettere efficacemente quel clima di incertezza e il senso di impotenza di un popolo costretto a vivere nell’ombra della repressione.

Nonostante le apparenze di un semplice thriller, L’agente segreto si evolve rapidamente in un’opera che parla delle idiosincrasie del nostro tempo. La storia del protagonista, intrappolato in un sistema di controllo e sorveglianza, diventa un’allegoria delle sfide contemporanee, dall’invasione della privacy alla manipolazione del potere politico. La sceneggiatura, frutto di una collaborazione tra Mendonça e altri autori, affonda le radici in un periodo buio della storia del Brasile, ma si fa anche specchio di realtà più universali.
Presentato per la prima volta al Festival di Cannes nel maggio del 2025, il film ha incassato oltre 18 milioni di real nei suoi primi giorni di programmazione in Brasile, superando anche i film hollywoodiani in uscita nella stessa settimana. Con più di 800.000 spettatori, L’agente segreto è diventato il maggior incasso della carriera di Mendonça, superando il precedente successo di Bacurau (2019). In Italia, il film arriverà nelle sale cinematografiche il 29 gennaio 2026, distribuito da FilmClub e Minerva Pictures, con l’aspettativa di ripetere il successo internazionale che lo ha consacrato come uno dei film più attesi dell’anno.
La critica ha accolto L’agente segreto con entusiasmo, evidenziando la regia asciutta e incisiva di Mendonça e l’interpretazione intensa di Wagner Moura. Nonostante il suo successo in patria e all’estero, la selezione del film come rappresentante del Brasile agli Oscar 2026 è stata segnata da controversie politiche. In un clima già teso, dovuto alle polemiche che avevano coinvolto Aquarius di Mendonça nel 2016, L’agente segreto è stato messo sotto scrutinio a causa di una campagna a favore di Manas, un film sulla prostituzione minorile che godeva del supporto di noti produttori, tra cui Sean Penn. L’opposizione politica e le pressioni sulle scelte artistiche hanno alimentato un dibattito acceso tra i cineasti brasiliani, ma alla fine, dopo un intervento pubblico di personalità del cinema locale, il film di Mendonça è stato scelto come candidato ufficiale del Brasile agli Oscar.




