Ci sono registi che seguono le mode, altri che le anticipano, e poi ci sono i Manetti Bros: quelli che le mode le ignorano del tutto, perché preferiscono costruirsi un mondo a parte.
Un mondo dove Napoli può diventare un musical criminale, dove un ladro gentiluomo degli anni Sessanta torna a vivere con eleganza pop, dove l’azione si mescola alla commedia, al fumetto, alla musica, senza mai perdere identità. È un cinema che non chiede permesso, che non si scusa, che non cerca di assomigliare a nessuno. E oggi, grazie a RaiPlay, tre dei loro titoli più rappresentativi sono disponibili gratuitamente, pronti per essere riscoperti o visti per la prima volta.
Su Raiplay, gratis, 3 grandi lavori dei Manetti Bros.
Il viaggio parte da Ammore e malavita (2017), forse il film che più di tutti racconta l’anima dei Manetti. Un musical napoletano, un noir sentimentale, una commedia romantica, un gangster‑movie: tutto insieme, tutto mischiato, tutto portato all’estremo. È un film che non dovrebbe funzionare e invece funziona benissimo, perché i Manetti hanno un dono raro: sanno prendere generi lontanissimi e farli ballare insieme. La storia d’amore tra Ciro e Fatima è tenera e sgangherata, ma è soprattutto un pretesto per trasformare Napoli in un palcoscenico gigantesco, dove killer e infermiere cantano, dove i boss intonano melodie struggenti, dove la violenza diventa coreografia.
È un film che vibra, che pulsa, che non sta fermo un secondo. E soprattutto è un film che ha il coraggio di essere pop senza essere superficiale, leggero senza essere vuoto, divertente senza essere sciocco. È il cinema dei Manetti nella sua forma più pura: libero, sfacciato, innamorato della vita.
Poi c’è Diabolik (2021), il ritorno di un’icona. Portare sullo schermo un personaggio così amato, così radicato nell’immaginario italiano, era una sfida enorme. I Manetti l’hanno affrontata con rispetto e audacia, scegliendo di non modernizzare nulla, di non strizzare l’occhio al presente, di non trasformare Diabolik in un supereroe contemporaneo. Hanno fatto l’opposto: l’hanno riportato esattamente dove era nato, negli anni Sessanta, con le sue atmosfere fredde, eleganti, geometriche. Il risultato è un film che sembra uscito da un’altra epoca, un noir che profuma di carta stampata, di inchiostro, di fumetto.
La storia tra Diabolik ed Eva Kant è il cuore pulsante del film: un amore pericoloso, magnetico, fatto di sguardi più che di parole. I Manetti costruiscono un mondo dove ogni dettaglio è calibrato, dove la tensione cresce lentamente, dove il silenzio pesa quanto l’azione. È un film che non corre, che non urla, che non cerca di stupire con effetti speciali: preferisce sedurre, avvolgere, ipnotizzare.

E infine c’è Diabolik – Ginko all’attacco! (2022), il secondo capitolo di questa rinascita cinematografica. Se il primo film era un’introduzione, un ritorno alle origini, questo è il momento in cui i Manetti possono giocare davvero. Il rapporto tra Diabolik ed Eva si fa più complesso, più adulto, più sfaccettato. Ginko, il loro eterno avversario, diventa una presenza ancora più centrale, quasi un’ombra che li segue ovunque. Il film è più dinamico, più ricco di colpi di scena, più ambizioso nella costruzione delle sequenze d’azione.
Ma resta fedele allo spirito originale: elegante, controllato, rigoroso. I Manetti non tradiscono mai il fumetto, anzi lo celebrano, lo rispettano, lo trasformano in cinema senza snaturarlo. È un equilibrio difficile, quasi impossibile, eppure loro ci riescono con una naturalezza sorprendente.
RaiPlay offre la possibilità di riscoprire questi tre titoli gratuitamente, e non è un dettaglio da poco. Significa poter vedere il lavoro di due registi che hanno costruito un percorso unico, lontano dalle mode e dalle convenzioni, sempre fedele a un’idea precisa di cinema: un cinema che diverte, che sorprende, che rischia. Un cinema che non ha paura di essere diverso.




