Harry Potter e il Principe Mezzosangue, dal passato di Voldemort alla morte di Silente: così il film ha stravolto il libro

Angela Marrelli

Gennaio 9, 2026

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Scelte narrative discutibili e tagli pesanti: il sesto capitolo cinematografico cambia profondamente il cuore del romanzo più oscuro della saga.

Poche opere come Harry Potter vantano un successo esagerato sia nella forma originale, quindi quella letteraria, che nel cinema con la trasposizione sul set. Il racconto della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, che ha protagonista il celebre giovane mago, è un fenomeno culturale globale che abbraccia sia le librerie che le sale. E come spesso accade quando una storia dalle pagine finisce sul grande schermo, è impossibile non notare delle differenze.

C’è un film, nella saga di Harry Potter, che più di altri divide i fan. Un capitolo che affascina per atmosfere, fotografia e toni crepuscolari, ma che lascia l’amaro in bocca a chi conosce ogni pagina del romanzo. È quello in cui il passato torna a bussare con forza, ma lo fa in modo incompleto. È anche il film in cui l’ombra di Voldemort si allunga definitivamente sul mondo magico, mentre Hogwarts smette di essere un rifugio sicuro. Eppure, proprio quando la storia avrebbe dovuto scavare più a fondo, il racconto cinematografico sceglie spesso di sorvolare.

Il risultato è un adattamento elegante ma sbilanciato, che certo emoziona, ma al tempo stesso tradisce alcune delle linee narrative più importanti del libro. Harry Potter e il Principe Mezzosangue, diretto da David Yates, è forse l’episodio che più di tutti mostra la distanza tra pagina scritta e grande schermo.

Le cose che fanno storcere il naso ai potteriani lettori

Nel romanzo di J. K. Rowling, la scoperta dell’identità di Tom Riddle è il vero motore narrativo. Attraverso i ricordi custoditi nel Pensatoio, il lettore entra in contatto con la famiglia Gaunt, con la figura tragica di Merope, con l’orfanotrofio londinese e con l’inquietante episodio di Hepzibah Smith. È qui che nasce la mitologia degli Horcrux.

Harry Potter Silente
Harry Potter e Silente: un rapporto maestro-allievo che il film racconta solo in parte-Youtube@warnerbrositalia-artesettima

Il film, invece, riduce drasticamente questa linea narrativa. I ricordi di Voldemort vengono compressi, semplificati, quasi resi funzionali a una spiegazione rapida del concetto di Horcrux, perdendo quella stratificazione emotiva che nel libro rende il Signore Oscuro uno dei villain più complessi della letteratura fantasy.

Tra le scelte più discusse ci sono alcune sequenze totalmente assenti nei libri. L’attacco al Millennium Bridge, con la sua distruzione spettacolare, e soprattutto l’assalto alla Tana dei Weasley. Scene forti che però rompono la coerenza narrativa della saga. Nel romanzo, la Tana rimane un luogo di rifugio e calore familiare, simbolo di resistenza. Nel film diventa teatro di un’azione che, pur suggestiva, non ha reali conseguenze sulla trama e toglie spazio a momenti ben più rilevanti.

Altro nodo critico è la rappresentazione di Ginny. Nei libri è determinata, ironica, forte, perfettamente complementare a Harry. Nel film appare invece timida, spesso marginale, privata di molte scene chiave che costruiscono il loro legame. La relazione tra Harry e Ginny, fondamentale per lo sviluppo emotivo del protagonista, risulta così frettolosa e poco incisiva. Un cambiamento che pesa soprattutto per chi conosce l’evoluzione del personaggio sulla carta.

Il titolo promette un approfondimento che non arriva mai davvero. La figura del Principe Mezzosangue resta sullo sfondo, ridotta a colpo di scena finale. Nel libro, la scoperta dell’identità di Piton è carica di ambiguità e significati; nel film viene rivelata in modo rapido, senza il necessario peso. E poi manca un vero scavo nella psicologia di Piton, nel suo rapporto con il passato e con l’insegnamento. Un’occasione persa, soprattutto considerando l’importanza che il personaggio avrà negli episodi successivi.

La sequenza della Torre di Astronomia è tra le più fedeli, ma con una differenza sostanziale. Nel libro, Harry è paralizzato da Silente e costretto ad assistere senza poter intervenire. Nel film questa dinamica viene modificata, riducendo il senso di impotenza che rende la scena così devastante. La morte di Silente resta comunque uno dei momenti più forti dell’intera saga cinematografica, ma perde parte della sua crudeltà, quella che nel romanzo segna definitivamente il passaggio all’età adulta.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue è un film senza dubbio di grande impatto, per certi versi raffinato, con toni maturi e un’atmosfera malinconica che anticipa il finale della saga. Tuttavia, è anche l’adattamento che più sacrifica la complessità del libro, scegliendo la sintesi dove serviva invece l’ approfondimento.

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