Una crisi di coppia, una festa a sorpresa e una lettera mai consegnata: una commedia esilarante sugli inciampi dell’amore.
C’è una serie TV che non può passare inosservata, disponibile adesso su Mediaset Infinity. Soprattutto perché vede come protagonista uno degli attori comici più famosi d’Italia, Fabio De Luigi, e poi perché rappresenta uno specchio, deformante ma lucidissimo, delle nostre fragilità quotidiane. Lo spettatore infatti non ci metterà troppo a riconoscersi e a sorridere con Ridatemi mia moglie che gioca esattamente su questo confine, con una leggerezza solo apparente e un protagonista che conosce come pochi il linguaggio delle emozioni mascherate da gag.
La storia appare subito come familiare e forse anche vissuta: una coppia di lunga data, l’usura del tempo, le incomprensioni che si accumulano in maniera silenziosa e all’inizio impercettibile. Eppure, episodio dopo episodio, la miniserie mostra un percorso più articolato, fatto di piccole crepe e grandi rivelazioni, dove la comicità diventa il grimaldello per entrare in territori sorprendentemente intimi.
Quando l’amore finisce..
Prodotta da Colorado Film e Sky e diretta da Alessandro Genovesi, Ridatemi mia moglie è l’adattamento italiano della miniserie britannica I Want My Wife Back, ma riesce a vestirsi con l’italianità più profonda. Al centro c’è Giovanni, uomo comune, marito distratto, convinto che il suo matrimonio proceda a gonfie vele mentre la realtà, silenziosamente, sta prendendo tutt’altra direzione.

Quando Chiara decide di andarsene, lasciando dietro di sé una lettera che avrebbe dovuto spiegare tutto, Giovanni si trova improvvisamente costretto a guardarsi allo specchio. Il paradosso è forte: la scoperta del fallimento avviene nel giorno in cui lui sta organizzando una festa a sorpresa per i quarant’anni della moglie. Un contrasto che alimenta una serie di situazioni esilaranti, ma anche profondamente malinconiche.
Il vero cuore della serie non è tanto la separazione in sé, quanto il percorso di consapevolezza che ne deriva. Giovanni non è un eroe né un antieroe: è un uomo medio, con difetti riconoscibili, che deve fare i conti con la propria incapacità di ascoltare.
A dare corpo e anima a Giovanni è Fabio De Luigi: chi conosce il percorso dell’attore romagnolo sa quanto la sua comicità sia evoluta nel tempo. Dai personaggi iconici nati in televisione fino alle commedie cinematografiche di grande successo, il suo talento si è progressivamente spostato verso una dimensione più narrativa, dove la risata convive con una vena di malinconia.. Ecco, Ridatemi mia moglie rappresenta una sintesi perfetta di questo percorso.
Accanto a lui, Anita Caprioli offre un contrappunto misurato e credibile, evitando il rischio di trasformare Chiara in una semplice “moglie che se ne va”. Il suo personaggio è complesso, a tratti sfuggente, e proprio per questo autentico. La serie non prende mai posizione netta, preferendo mostrare i punti di vista di entrambi e lasciare allo spettatore il compito di trarre le proprie conclusioni. Del resto come dice un noto proverbio: tra moglie e marito non mettere il dito. Ma in questo caso il coinvolgimento è fortissimo.




