Tommy Shelby – Il Ghiaccio | Peaky Blinders

Andrea Vailati

Maggio 25, 2018

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Tommy Shelby.
Il ghiaccio nasconde l’onda anomala, scalfirlo significa ampliarlo.

Peaky Blinders è un momento emblematico per le serie tv: un’opera capace come poche di ripescare la drammaticità dello stile gangster e reinterpretarla nello sguardo cinematografico odierno, in uno stile percepibile dal primo istante come molto arrogante, nel senso più bello del termine, tale da avere personalità sin dai titoli di testa.

Una famiglia per metà gipsy, per metà inglese. Quattro fratelli, tre dei quali hanno condiviso la Grande Guerra. Una piccola, mediocre realtà malavitosa portata avanti.
Ma c’è molto di più dietro questi uomini dal doppio taglio ai capelli e le lamine nei cappelli. E questo Tommy Shelby, secondogenito, lo sa.

Nonostante, per un certo criterio patriarcale, sarebbe forse dovuto toccare al fratello maggiore Arthur portare avanti la baracca, Tommy Shelby, senza neppure bisogno di esplicitarlo , ne prende il controllo.

Tommy Shelby in “Peaky Blinders”

È il suo stile, agire silenziosamente, compiendo piccoli passi sottili, costruendo grandi progetti nascosti, per poi scatenare la macchina dei Peaky Fucking Blinders. Tutti lo accusano di leadership esagerata, in quella che dovrebbe essere una società a decisione familiare, ma nessuno può pareggiarlo in ingegno, nessuno può non seguire il suo genio freddo e cinico. 

Ma l’uomo ha sempre tante verità quanti nascondigli per reprimerle, alla perenne ricerca dell’oblio, nella perenne consapevolezza della memoria nascosta. Così Tommy Shelby è, come tanti, il prodotto di ciò che ha dovuto vedere, demoni irrisolvibili dell’atrocità umana.

Ma Tommy Shelby non poteva permettere ai mostri dei suoi sogni di impedire la sua grandezza, dunque c’era un solo modo per essere ciò che si necessitava che fosse.

Egli, oceano in tempesta, esplosivo maremoto, congela se stesso, in un imponente blocco di ghiaccio così freddo da non essere toccabile. Ma il ghiaccio è stato e sarà acqua, e questo Tommy lo sa: egli comprende la potenzialità del suo volume, agli occhi del mondo ridotto, ma dentro di sé sempre pronto ad ampliarsi vertiginosamente. 

Così abbiamo i due volti della sua glacialità.

Tommy Shelby: Se scalfisci il ghiaccio, esso si espande

Tommy Shelby
Tommy Shelby in “Peaky Blinders”

Il ghiaccio è definito all’esterno, solido e ben delimitato nel suo volume. Ma perché ciò potesse accadere, le molecole disordinate dell’acqua sono state educate a rimanere stabili e ordinate. Ma il ghiaccio sa ciò che può tornare a essere: così Tommy, superficialmente osservabile in tutto se stesso, nasconde la sua potenzialità inespressa a chiunque, famiglia, amici, nemici. Certo, condivide i piani, soprattutto con la zia maga consigliera Polly Gray, ma mai ogni cosa. Poiché esporre la propria potenzialità in superficie implicherebbe non avere assi nella manica, andare all in in ogni incontro-scontro, essere deducibile.

Invece Tommy espone solo l’involucro necessario, freddo, apatico, tutto d’un pezzo. Ma nel mentre, a suo piacimento, smuove le molecole nascoste, quelle dell’ingegno, dell’intuito, del machiavellismo, della strategia militare, applicandole a una realtà che pensa di sapere tutto di lui, ma ne sottovaluta l’onda anomala.

I suoi nemici sono sempre pronti a dirsi vincitori, persino i più oscuri e pericolosi pensano di avere il controllo totale. Ma nessuno può, perché nessuno ha saputo ostracizzare il suo disordine per riproporlo come un conflitto intellettivo funzionale al pensiero da leader come ha fatto lui.

Tommy Shelby
Tommy Shelby in “Peaky Blinders”

Ma perché ciò sia funzionale, perché venga scalfito in modo tale da ampliare la sua portata, inondando coloro che lo colpiscono, il ghiaccio non si può concedere tregua: se si fermasse, se non mantenesse il ritmo di “ricongelamento” perpetuo, non potrebbe che sciogliersi.

Guardare la luce, scogliersi in sé stesso.

Tommy Shelby
Tommy Shelby in “Peaky Blinders”

Ma, come tutti i grandi personaggi, Tommy Shelby è il suo stesso paradosso, il suo stesso nemico. Perché se il ghiaccio può essere onda, è perché fu acqua disordinata: e quell’oceano che domina i semplici uomini, può tornare tempesta in ogni istante.

Tommy non si può fermare, è sempre nel vincolo del suo congelamento, il ghiaccio è stabile solamente a certe temperature, mantenute da certi ingranaggi che garantiscono il freddo. Ma Tommy è uomo che fu acqua dolce, neppure salata, e il cuore è caldo, anche quando si congela. Così egli ha nella sua forza la sua chimera: se si sciogliesse senza il controllo necessario, senza la volontarietà razionale, potrebbe annegare in se stesso, nelle sue acque inquiete.

L’amore per Grace colpisce la sua struttura portante, facendogli commettere un errore assolutamente contrario al suo controllo, portando del personale in affari che non sarebbero dovuto esserlo.

Ma egli non si ferma, corre e continua a correre, sempre ordinato nel suo movimento, così che le particelle si raffreddino, ancora una volta in ordine.

Ma quando accade l’impensabile, la tragedia, egli sprofonda negli abissi. La donna russa gli mostra la follia, la libertà più recondita dell’uomo: ammettere il tragico e sradicare le impalcature. Ma Tommy ancora una volta riassembla i pezzi, sempre più colpiti, sempre più bisognosi di gelo.

Infine la vacanza dopo la più grande delle battaglie. Tommy si ferma al sole, il ghiaccio si ferma a guardare la luce della sua realtà: non può reggerne il sincero calore, perché nasconde la verità sull’oceano che mai potrà solcare, solo arginare nel gelo, ancora una volta, nel suo patto con il diavolo, per poi andare avanti.

E chi se non i Radiohead per mostrare il vero volto del ghiaccio, un oceano che le barriere congelate non possono reggere una volta che si è mostrata la sua verità originaria.

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  • Andrea Vailati

    "Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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