Un chien andalou – il cinema surrealista di Buñuel e Dalì tra cinema e museo

Giovanni Pascali

Marzo 21, 2016

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un chien andalou

Ho guardato per voi ”un chien andalou” (1929) l’opera prima di Luis Buñuel, in collaborazione con il suo amico Salvator Dalì, un cortometraggio considerato il manifesto dell’arte surrealista nella sua espressione cinematografica.

Il surrealismo è stato in grado di esprimersi in molti campi di interesse artistico e fu proprio Buñuel a portarlo nel cinema con una produzione molto interessante di cui il caposaldo è ”Il fascino discreto della borghesia”: una critica alla società dei primi anni 70′ con il tipico stile surrealista che gli valse l’oscar al miglior film straniero e la nomination per la migliore sceneggiatura.

Un chien andalou dura 15 minuti circa, la versione integrale con la colonna sonora aggiunta dallo stesso Buñuel nel 1960 è disponibile su youtube. Se scegliete di guardarlo dovete sapere a cosa andate in contro ovvero una carrellata di immagini e situazioni apparentemente sconnesse tra loro che proprio nell’ illogicita’ nascondono il rifiuto della ragione ed una forte critica alla società moderna.

Il corto si apre con la celebre scena dell’occhio, probabilmente la più famosa dell’intera produzione cinematografica surrealista e prosegue con una serie di associazioni astratte tipiche della psicologia Freudiana dalle quali comprendiamo la maturazione dell’identità sessuale del protagonista, frenata dalle convenzioni sociali e dalle religioni, le quali non permettono all’individuo di soddisfare i propri desideri, emblematica in questo senso è la scena in cui il protagonista trascina due pianoforti con corrispettivamente una carcassa di un asino su ognuno, a cui sono inoltre legati due preti, trascinati anche loro in questa carovana metaforica.

Nel 1929 le forti provocazione e l’impatto delle scene oniriche sul pubblico fu senza precedenti, la scena iniziale con l’occhio di una donna squarciato da un rasoio è paradigmatica per quello che è l’obbiettivo del cinema surrealista, squarciare l’occhio dello spettatore per mostrargli ciò che non ha mai visto, entrare nel sogno e mescolarlo con la realtà.

Anche se sicuramente oggi l’impatto si è affievolito è comunque sempre un piacere ammirare quelle sperimentazioni che hanno poi permesso al cinema di evolversi fino a raggiungere le avanguardie attuali, consigliato ai veri cinefili.

 

 

 

 

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