Clint Eastwood è uno dei massimi autori ed esponenti cinematografici del nostro tempo. Il concetto di contemporaneità, con lui, si allarga e passa dall’action al thriller fino al western più avanguardista. Non necessariamente ancorato a determinati stilemi e paradigmi. La forza della contaminazione, sia da regista che da interprete, per Eastwood è stata un valore aggiunto che gli ha permesso di cambiare e aggiornare ogni tipo di concezione e valore legato all’espressione cinematografica nella sua interezza.
Clint Eastwood ha cambiato la settima arte dall’interno, per poi cercare di raccontare il mondo che lo circonda con gli stessi occhi di chi trova ancora la forza per scrutare nuove prospettive laddove sembrano esserci soltanto chiusure e vincoli. Questo è l’attore e regista che ha trasmesso la passione per il mondo del cinema anche al figlio Scott.
Clint Eastwood, il figlio Scott e la passione per il cinema
Senza forzature, ma con tutto l’amore e l’abnegazione che un padre è in grado di garantire. Una cultura perenne che ha portato il ragazzo prima a guardare il cinema in casa, con gli incontri del padre tra produzioni e scambi di idee tra attori, agenti e assistenti, poi a scrutarlo – scoprendolo ulteriormente – fuori.

Senza nessuna remora perché la nave scuola Eastwood era stata impeccabile negli anni dell’infanzia prima e della pubertà poi. È arrivata, infine, l’adolescenza e la maturità sempre guardando alla giovinezza. E il ragazzo non è solo un figlio d’arte, ma anche e soprattutto una fotocopia genetica del padre: Scott Eastwood, infatti, rappresenta tutto quello che papà Clint è stato a Hollywood negli anni Settanta: lo sguardo tagliente, la mascella scolpita e il sorriso glaciale.
Una somiglianza particolarmente evidente
C’è tutto con l’aggiunta di un’ilarità e una serenità particolarmente ispiratrice. Scott Eastwood, infatti, è sereno: vuole farcela da solo. Anche se sa che il cognome che porta pesa: non c’è soltanto un’eredità da difendere, ma un patrimonio artistico da tutelare. Eastwood, per il cinema internazionale, non è uno qualunque: resta colui che è stato in grado di arginare e superare determinati tabù soltanto con la forza interpretativa.
Un biglietto da visita del genere lascia poco spazio all’immaginazione. Quindi Scott Eastwood cammina sulle uova: rispetto e riverenza, ma senza timore di sbagliare. Perché c’è ugualmente la preparazione artistica, figlia di determinati valori familiari, che non si ereditano in maniera semplice. Servono esempio e senso del dovere. Clint Eastwood ha saputo tramandarli entrambi.
La dinastia Eastwood
Il ragazzo attualmente si distingue tra casting e qualche ruolo di media importanza. Gli addetti ai lavori però già parlano di figlio d’arte. Un’eredità al sicuro dato che padre e figlio sembrano essere simili non solo a livello estetico, ma anche come approccio al settore audiovisivo. Voce impostata, presenza e capacità. Oltre a un profondo rispetto delle gerarchie. Non c’è bisogno di altro, nel cinema, per fare la differenza. La dinastia Eastwood è al sicuro.




