RocknRolla – È tutto una serie di avvenimenti collaterali quando si tratta di Guy Ritchie

Andrea Vailati

Marzo 26, 2016

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RocknRolla – È tutto una serie di avvenimenti collaterali quando si tratta di Guy Ritchie

RocknRolla
Johnny Quid

«Quando qualcuno chiede: ‘Cos’è un RocknRolla?’ io glielo dico. Non è solo sesso, droga e corse in ospedale. Oh no, è molto di più amico mio. Piace a tutti la bella vita: qualcuno vuole i soldi, qualcun altro la droga, altri il sesso, godere, la fama o il potere. Ma un RcknRolla… oh è diverso… perché… perché un vero RocknRolla vuole tutto!».

(Archy, RocknRolla)

È tutto una serie di avvenimenti collaterali quando si tratta di Guy Ritchie.

L’idea registica che egli ci mostra si oppone alla trama lineare, si oppone al presupposto di una storia primaria, si definisce dunque come ramificazioni di storie che, per una qualche ragione indeducibile in principio, finiscono tutte nello stesso limbo di un racconto assai imprevedibile.

Un tocco di Quei bravi ragazzi di Scorsese, un tocco di Trainspotting di Danny Boyle e un tocco di Londra ed è fatta… ecco il prodotto RocknRolla.

Un film gangster, ma con un meraviglioso tocco comico, un film che, in fondo, è un unico grande sketch fatto di personaggi nevrotici, chi machiavellico del crimine, chi esistenzialista degradato, chi semplicemente criminale che subentra in un qualcosa più grande di lui senza neanche capirne il motivo.

RocknRolla è un film divertente, dinamico e veloce, ma ricco di belle chicche del cinema, profondamente inaspettato; insomma, uno di quei film che non classifichiamo come belli, intellettuali o profondi, ma semplicemente interessanti da potersi vedere durante una serata relax tra amici.

Un divertissement cinematografico consapevole, che viaggia su piani di lettura differenti, dallo spassoso al ritrarre una situazione sociale, ma senza mai dircelo davvero, giocando su se stesso in perpetuo, così da non trovare classificazioni e sentirsi libero di esprimersi come meglio gradisce in quel momento.

Uno strano black humor, un gioco registico che solo Guy Ritchie sa intraprendere, una sceneggiatura dal ritmo adrenalinico con dosi di buffonaggine che tagliano la caratterizzazione dei personaggi quando stiamo per prenderli sul serio.

RocknRolla: uno spasso per veri amanti.

Johnny Quid: «Vedi quel pacchetto di Virginia? Le bionde avvelenate sul piano. I fatti essenziali della vita sono racchiusi in quelle quattro pareti. Noterai che una delle tue personalità è sedotta dall’illusione dello splendore, un pacchetto dorato, King Size, con un’insegna reale. Un implicazione che sottintende fama e ricchezza, un sottile suggerimento che il tabacco è il tuo nobile e leale amico. E questa, Pete, È una bugia. L’altra personalità vuole portare alla tua attenzione all’altro lato della questione. […] E questa, Pete, È la verità. La bellezza è un melodioso canto di morte, sono assuefatto al dolce richiamo di questa sirena. Quello che comincia dolce, finisce amaro. E quello che comincia amaro finisce dolce. E questo è il motivo per cui io e te amiamo le droghe… Ed è sempre per questo motivo che non posso, restituire quel dipinto. Ora, ti prego, passami l’accendino».

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  • Andrea Vailati

    "Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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