Sing Street – Una delusione con un sottofondo di buona musica

Andrea Vailati

16.11.2016

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Titolo film: Sing Street

Regista:John Carney
Durata:106 minuti
Data uscita: 2016
Titolo originale: Sing Street

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Tra un pezzo dei Duran Duran e uno dei The Cure, si srotola una storia d’amore intrigante ma con uno strascico evidente di “già visto”.

Andando ad analizzare il film, passiamo prima dagli elementi positivi, che sicuramente lo rendono un film di qualità: la fotografia è molto buona, così come la scelta degli attori ( in cui troviamo un positivo e debuttante  Ferdia Walsh-Peelo, ragazzo di cui sentiremo parlare). Ma il vero scarto si compie in due campi: in quello della colonna sonora, eccellente e in buona parte composta da canzoni originali, e in alcuni dialoghi che arrivano a toccare , seppur superficialmente, alcune corde tese della nostra immaginazione.

D’altro canto, troviamo però una trama che è riduttivo definire banale: due ragazzi che si innamorano, lui che prova a fare di tutto per conquistarla, il finale caratteristico ma sinceramente scontato. In oltre alcune figure , come quella del bullo redento sono, come detto in precedenza, dei cliché da cui un film di qualità assoluta dovrebbe stare molto alla larga. Ma non è questo il caso. I personaggi sono infatti ripetitivi, prevedibili e non ti rapiscono. E’ infatti la bravura degli attori a tenere in piedi la baracca.

Una menzione speciale però merita la location del film, nemmeno troppo segretamente il vero punto di forza: l’Irlanda degli anni ’80. Infatti è affascinante l’affresco di un movimento giovanile irlandese che sogna l’Inghilterra e le sue possibilità. Da sola infatti basta non solo a dare una spinta decisa alla trama, ma anche a donarle un minimo di credibilità. Ma purtroppo non basta a salvare definitivamente il film.

In conclusione, in un film che anela al nostalgico ma pretende troppo poco da se stesso, usciamo dalla sala con un sorriso sulle labbra ma un po’ di delusione, causa anche una pubblicità decisamente eccessiva per gli effettivi meriti del lungometraggio.

 

 

 

Nostalgico, prevedibile , poco ambizioso.

6\10

 

Autore

  • Andrea Vailati

    "Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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