Marvel Cinematic Universe – Fase 3: Uniti vinciamo, divisi perdiamo

Alessandro Fazio

Aprile 22, 2018

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Di contro, Spider-man – Homecoming ci fa tornare sulla Terra in quello che in lunga e in largo è stato definitivo il vero e proprio teen movie del Marvel Cinematic Universe; effettivamente, per quanto a livello di coerenza sistematica la trama non ha grandi problemi (il clichè del villain, l’Avvoltoio di Michael Keaton, che fa parte sia della vita di Spider-man che di quella di Peter Parker è un classico dell’arrampicamuri), e tutto sommato si inserisce bene nel post-Civil War (con un Robert Downey Jr. che prova a fare da mentore per il giovane Parker), il pubblico dai 20-25 anni in su difficilmente si entusiasma come capita invece con alcuni degli altri film proprio perchè è la storia di uno Spider-man che sta crescendo e deve ancora imparare a fare l’eroe: lettura e sfaccettatura interessante del personaggio, questo non è in dubbio.

A farci tornare nello spazio ci pensa il terzo e ultimo capitolo di Thor, Ragnarok. Questo film, va detto, ha diviso il pubblico come nessun’altro nell’MCU. Potremmo individuare da un lato gli integralisti, che hanno odiato lo stile irriverente, ridicolo e oggettivamente divertente del film di Waititi; dall’altro i progressisti, che invece hanno deciso di accettare la svolta presa dal personaggio a svantaggio dell’epica che di solito lo dovrebbe contraddistinguere. Esprimersi non è facile: da un punto di vista della storia, il film funziona, in quanto ha un ritmo molto alto, grandi effetti speciali, e lascia anche un interessante messaggio riguardo Asgard, intesa non più come luogo fisico ma come popolo. Il cattivo, inoltre, la dea della Morte Hela (Cate Blanchett), risulta essere uno dei più perfidi dell’Universo Marvel ed è una rarità da trovare in questa serie di film; lo stile del film, tuttavia, decide come detto di abbandonare i toni epici degli altri due e lo fa, a mio modesto parere, per un semplice motivo: Chris Hemsworth non funziona come attore epico-drammatico (i primi due Thor ne sono la prova lampante), ma è davvero calzante invece come attore comico, proprio per il suo aspetto imponente che contrasta con un viso non sveglissimo e dunque fortemente improntato all’autoironia. Kevin Feige e Taika Waititi hanno capito questo e hanno sfornato un prodotto molto furbo che, personalmente, mi sento di apprezzare, pur non condividendo l’esagerazione dell’ironia e del ridicolo a volte spinta un po’ troppo oltre il limite, persino per gli standard della Marvel.

marvel

Ultimo film distribuito per ora di questa Fase 3 è Black Panther; un film, va premesso, che ha riscontrato un successo di pubblico e critica unanime, spingendo qualcuno a definirlo addirittura il miglior film dell’MCU. La storia di T’Challa, già introdotto in Civil War, viene ripresa subito dopo gli eventi del terzo capitolo di Captain America (quindi si svolge nel 2016, e non nel 2018), e ci consegna un grande antagonista, Killmonger (Michael B. Jordan), con un protagonista invece un po’ sottotono. Il film è di buon livello, e questo è il principale elemento di differenziazione della Fase 3 rispetto alle altre Fasi: non c’è nessun flop clamoroso, hanno imparato a capire quando bisogna osare e quando invece bisogna volare basso, avendo la fortuna di indovinare le scelte. Black Panther non fa eccezione, è davvero un bel film ma, opinione personale, non così clamorosamente più bello degli altri di questo folle Universo Marvel.

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