
In un mondo, quello della commedia, in cui spesso si ha l’impressione di aver già visto tutto, con decine di film scontati e ripetitivi in uscita ogni anno, Game Night – Indovina chi muore stasera? (scegliendo di sorvolare ancora una volta sull’adattamento del titolo) riesce a essere una ventata di aria fresca, costruendo una propria identità ben definita grazie alla capacità di giocare con i generi, trovandosi costantemente al confine tra la commedia e il thriller, con qualche lampo di action. Il ritmo è alto, caratterizzato da una serie di situazioni non banali, spesso sfociando nel surreale, che risultano genuinamente divertenti.
Max e Annie (Jason Bateman e Rachel McAdams) sono una coppia di sposi uniti dall’amore per i giochi da tavolo. I due si riuniscono settimanalmente con il loro gruppo di amici per serate all’insegna dei giochi. Ma quando il fratello di Max, Brooks (Kyle Chandler) torna in città, decide di organizzare una sua game night in grande. Ed è qui che le cose degenerano. Si viene a creare una sorta di commedia degli equivoci, in cui non è mai realmente chiaro, né ai personaggi né agli spettatori, quando si sta giocando e quando si fa sul serio.
Il film funziona grazie a una scrittura brillante e alle ottime prestazioni dei singoli attori. La coppia di protagonisti è in parte e ha una splendida chimica, ma a brillare di più sono lo stesso Chandler, nella parte del fratello di successo e un po’ bullo, e un magnifico Jesse Plemons. Plemons interpreta un poliziotto, allontanatosi dal gruppo di amici dopo il divorzio dalla moglie, e riesce perfettamente a dare al personaggio un tono di ambiguità, riuscendo sempre a generare un certo senso di inquietudine quando è in scena.
Tutti i personaggi del gruppo di amici sono caratterizzati in maniera semplice, in qualche caso quasi stereotipata, ma comunque efficace. Essi funzionano bene quando sono divisi in piccoli gruppi, ma danno il loro meglio quando sono insieme in scena.
Uno dei punti di forza della pellicola è la capacità di non prendersi sul serio. Goldstein e Daley, alla seconda esperienza alla regia in coppia, conoscono perfettamente la scarsa verosimiglianza delle disavventure che i personaggi vivono, e non vogliono minimamente spacciarle per realistiche. Il tutto contribuisce così a dare al film un tono comico grottesco, senza fare l’errore di sfociare nel trash.

Game Night inoltre gioca tanto con la cultura pop e nerd, in particolare per quanto riguarda cinema e giochi da tavola. Ed è così che il film si diverte a giocare di rimandi, diretti o indiretti, citando Pictionary e Pulp Fiction, L’incredibile Hulk e, in modo abbastanza macabro, L’allegro chirurgo.
Complessivamente, il risultato è estremamente piacevole per il modo in cui riesce a rompere gli schemi. Le singole scene possono magari avere il sapore di già visto, come è normale in un filone quantitativamente ricco come la commedia, ma è il modo in cui sono messe insieme a risultare inedito.
Daley e Goldstein confezionano un film che diverte e si diverte, fa credere lo spettatore di indirizzarsi verso una determinata strada per poi allontanarsene bruscamente, si distacca dai limiti opprimenti dei generi e riesce a dare allo spettatore una sensazione di novità inattesa. Un’inaspettata sorpresa e uno dei migliori film d’intrattenimento usciti in questa prima parte di annata.




