Il Mago di Oz – Il mistero dell’Impiccato e l’incubo di Hollywood

Davide Capobianco

Ottobre 28, 2018

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Le produzioni di Hollywood sono vittime di scandali da tempo immemore. Purtroppo, spesso parliamo di notizie vere, che vengono insabbiate dalle produzioni, così da annebbiare il crimine (o presunto tale) e lasciarne solo il dubbio.

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Foto d’epoca di Hollywood

Ad oggi le condizioni di lavoro di attori e troupe cinematografiche sono ben tutelate, ma non è sempre stato così. L’Hollywood degli anni Trenta e Quaranta è paragonabile a una mafia, fatta di intrighi e sotterfugi, minacce di morte e condizioni di lavoro ignobili e lugubri. Si possono facilmente trovare dichiarazioni di attori e attrici dell’epoca che lamentavano sfruttamenti e costrizioni sul set; alcuni divennero tossicodipendenti o farmacodipendenti. E si è arrivati persino al suicidio.

Alcune notizie su attori che si sono tolti la vita per le imposizioni delle loro produzioni hollywoodiane sono state chiarite. Altre sono ancora avvolte nel mistero, adombrate dalla stessa Hollywood, insabbiate o, semplicemente, dimenticate.
Uno di questi arcani è diventato una celebre “leggenda metropolitana”: il nano impiccato de Il Mago di Oz (1939).

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La scena de “Il Mago di Oz” che ha dato inizio alla leggenda.

La storia vuole che uno degli attori nani che interpretano i Mastichini nel film si sia suicidato sul set, impiccandosi. Nella scena che vede Dorothy, l’Uomo di Latta e Lo Spaventapasseri proseguire il loro viaggio, sarebbe visibile il cadavere. Di fatti, è distinguibile sullo sfondo blu, tra gli alberi, la macabra figura di un uomo appeso per il collo.

Tale arcano rimase insoluto fino al restauro del film, nel 2000. Infatti, nella versione più nitida e a più alta definizione, l’inquietante figura si è rivelata essere la forma (probabilmente dipinta) di un uccello esotico. E, in effetti, è improbabile che quelli sullo sfondo fossero alberi veri da cui far calare un cappio.

Tuttavia, sussistono teorie per cui l’immagine della versione restaurata sia una contraffazione voluta dalla produzione, per scongiurare scandali, discussioni ed eventuali processi. È discutibile, ma l’Hollywood dell’epoca, tra insabbiamenti di notizie, dissimulazioni e menzogne, non ne esce pulita in ogni modo.

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Il dettaglio nella versione restaurata del film

Judy Garland, una vittima di Hollywood

È ormai risaputo e accertato che i ritmi di lavorazione di Judy Garland, la protagonista del film, furono ai limiti della sopportazione. Infatti, la ragazza, allora diciassettenne, fu costretta dalla MGM ad assumere alte dosi di farmaci per evitare di prendere peso. Accadde, però, che la Garland non riuscì più a smettere di assumere farmaci e ne divenne, quindi, dipendente. Morì all’età di quarantasette anni, e causa del decesso fu un eccessivo consumo di barbiturici in un lungo arco di tempo.

A questo si aggiungano le accuse del terzo marito dell’attrice rivolte agli interpreti dei Mastichini, i Nani. Questi, infatti, avrebbero molestato la diciassettenne, che, proprio per la sua età, non sapeva bene come difendersi (i nani erano press’a poco tutti quarantenni).

La stessa Garland, in un’intervista del 1967, ha ricordato il carattere esuberante dei nani, ingentilendo e sdrammatizzando la cosa, ma ricordando che insieme al divertimento provava una sorta di disgusto e disprezzo. E a questo aggiunge il dettaglio della loro ubriachezza perenne sul set, un’ubriachezza invero molesta.

Judy Garland e gli attori che hanno interpretato i nani

Questi sono solo alcuni dei racconti del mistero, del grottesco e dell’arabesco di Hollywood. Approfondite ricerche ne rivelerebbero centinaia.

Oggi casi famigerati come quello di Weinstein e simili, specie sulle molestie, si rivelano alla luce del sole, rendendo a volte anche difficile discernere tra dichiarazioni vere e false; ma c’è stata un’epoca peggiore. L’epoca dei film fiabeschi e innocenti, romantici, che celano tutto lo squallore di cui le produzioni hollywoodiane sono state capaci.

Pellicole come Ave, Cesare! dei fratelli Coen ci hanno finemente fatto umorismo, in una maniera amara e macabra. Ma molto dell‘incubo che era Hollywood è ancora avvolto dalla nebbia, o addirittura dalle ombre.

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