The Arcadian – La desolazione di un futuro possibile

Emma Senofieni

Ottobre 25, 2019

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Dopo Fashionista di Simon Rumley, l’etichetta di distribuzione The Dark side of Movies nata dalla collaborazione tra il Ravenna Nightmare Film Fest e la piattaforma di streaming italiana CINEMAF, ci dà l’opportunità di scoprire un altro film indipendente: The Arcadian, scritto e diretto dal regista e artista americano Dekker Dreyer.

Attraverso una lunga didascalia iniziale veniamo catapultati in un inquietante futuro post-apocalittico. Gli uomini più ricchi hanno abbandonato il pianeta, trasformandosi in entità senza corpo e viaggiando liberi per l’universoi più poveri, invece, vivono su una desolata Terra, divisi in caste e in continuo conflitto tra loro.

The Arcadian

Anziché concentrare la trama su chi ce l’ha fatta e esplorare nuovi affascinanti mondi, Dreyer decide di dedicarsi ai vinti, ai sopravvissuti.

In particolare ci viene narrata la strana alleanza tra due individui: Astrid (Deshja Driggs), donna il cui marito è stato rapito dal crudele Marco (Adam Sessler), e un ex Cacciatore di schiavi mascherato (J. La Rose), assetato di vendetta per l’omicidio della moglie.

Bastano poche inquadrature per comprendere l’assoluta desolazione che caratterizza questo futuro immaginato da Dreyer. La natura rappresentata in tutta la sua vastità attraverso una fotografia mozzafiato è immersa nel più profondo e assordante silenzio.

Sopravvive all’essere umano, il quale ha invece subito un’evidente involuzione.

Le persone rimaste sulla Terra sono difatti raggruppate in clan e affidano la loro esistenza a preghiere e rituali. Non è un caso che il nostro protagonista indossi costantemente una strana maschera: questi simboli testimoniano un vero e proprio regresso della nostra civiltà allo stato primitivo.

Non vige più alcuna legge o ordine sociale: la vendetta, tema chiave di questo dramma fantascientifico, è l’unico modo per regolare un torto subito. Sarà quindi proprio questo sentimento a unire Astrid e il Cacciatore. Entrambi hanno perso una persona amata e, in un mondo che non garantisce più giustizia né pace, trovano unico conforto in una reciproca alleanza. Il loro rapporto, seppure solo accennato, costituisce l’unico elemento positivo di questo nuovo e angosciante mondo, il quale sembra essersi dimenticato dell’importanza dei legami umani.

The Arcadian

Una domanda sorge spontanea: un cambiamento in positivo è possibile? La questione, volutamente lasciata in sospeso, ci invita a una riflessione. Riuscirebbero gli esseri umani a mettere da parte il proprio egoismo per contribuire a rifondare la civiltà? 

Attraverso lunghi, interminabili silenzi, The Arcadian ci mostra dunque la freddezza e la solitudine di uomini abbandonati a loro stessi.

Il progresso non serve a nulla se non accompagnato dall’attenzione costante verso i sentimenti umani. Il futuro immaginato da Dreyer non potrebbe essere più cupo: una volta private dei propri agi, le persone subiscono un vero e proprio declino morale, trasformando la Terra in un mero teatro di conflitti personali  e terribili violenze.

Non si tratta di una pellicola perfetta: la caratterizzazione del villain Marco è alquanto caricaturale e la messa in scena dello scontro finale tra il Cacciatore e il suo nemico risulta un po’ forzata, ad esempio.

Eppure, The Arcadian si dimostra una pellicola originale e sincera, capace di mostrare con semplicità i concreti pericoli di un’umanità tendente sempre più all’autodistruzione.

Il film di Dekker Dreyer è in perfetta sintonia con l’idea che si cela dietro The Dark Side of the Movies: la valorizzazione di un cinema d’autore profondo e impegnato, che indaghi nel vero lato oscuro del mondo contemporaneo.

Leggi anche: Il gioco delle nevrosi su The Dark Side of Movies

Autore

  • Emma Senofieni

    Classe 1998, amo la scrittura e il cinema fin dall’infanzia. Mi piace vedere i film in sala e collezionare le mie pellicole preferite, per poterle guardare e riguardare in continuazione. In particolare, amo le opere di Alfred Hitchcock e David Lynch.

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